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di Stefania Prato wVELLEZZO BELLINI Un presidio e il blocco simbolico dell'impianto Acqua&Sole di Vellezzo Bellini, dove si producono fanghi. Ad organizzare la protesta, fissata per venerdì alle 18, sono i comitati e le associazioni del territorio, da Io amo Giussago all'associazione Parco Visconteo, dagli Amici della terra Lombardia alla onlus Gaia. Il primo luglio saranno lì, insieme ai cittadini, per dire «stop alla terra dei fanghi». «Diciamo basta ai miasmi insopportabili che ogni giorno investono questa parte di territorio pavese e arrivano dall'impianto realizzato dalla famiglia Natta - dicono gli organizzatori -. I cittadini sono costretti a vivere barricati in casa». Gli ambientalisti puntano l'indice contro le decine di camion che ogni giorno «scaricano immondizia e fanghi». Con l'aria che è diventata irrespirabile. I cittadini lamentano bruciori agli occhi, irritazioni alla gola, difficoltà respiratorie. «Sono moltissimi i casi denunciati dai residenti dei centri e delle frazioni non distanti dal nuovo mega impianto di trattamento che ci è stato imposto e che il territorio non vuole - spiega Stefano Apuzzo, presidente di Amici della terra Lombardia -. Qui si trattano tonnellate di fanghi e rifiuti». Un impianto che ha ricevuto una prima autorizzazione dalla Provincia tre anni fa e quella definitiva nel 2015. Ed è per questo che, il prossimo 23 settembre, alle 17,30, comitati, associazioni e cittadini saranno davanti alla sede della Provincia per protestare. «Sarà invasa da manifestanti pacifici ma decisi a fermare piani industriali che stanno distruggendo il nostro territorio e stanno compromettendo la salute di chi ci vive - spiegano gli ambientalisti -. L'ente Provincia ha continuato ad autorizzare insediamenti per la produzione di fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue di impianti civili e industriali. Fanghi che poi vengono sparsi nei nostri campi, avvelenandoli». Non solo. Acqua&Sole ha ottenuto anche il permesso di iniettare nel terreno fanghi liquidi. «Ci risulta che l'azienda di Francesco Natta e quella di A2a siano le uniche in Lombardia ad avere l'autorizzazione per iniettare liquami liquidi - dice Apuzzo -. Il fango è solido e, dopo il processo produttivo, abbiamo il dubbio che venga reso liquido mescolandolo con rifiuti, visto che la struttura di Vellezzo ha ottenuto recentemente l'autorizzazione per l'apertura di un pozzo. È un'operazione che peraltro rende impossibile qualsiasi controllo». Una situazione «assurda» dicono i comitati, «visto che già i controlli sono scarsi». «Il risultato è che, per le verifiche, ci si affida agli stessi produttori di fanghi», aggiunge Apuzzo ricordando poi che «l'impianto di Vellezzo Bellini può ricevere rifiuti urbani da mescolare ai fanghi». «Il risultato - afferma - è la produzione di rifiuti liquidi incontrollati mescolati anche a reflui di zootecnia, prodotto che assomiglia ad una melma maleodorante e inquinante che viene sparsa nelle nostre campagne. Una miscela di spazzatura di vario genere che poi si riversa nei terreni. Per questo abbiamo organizzato un presidio e un picchetto contro l'insediamento».