Agricoltore a processo per “tentato voto”

FERRERA ERBOGNONE Accompagna la madre a votare perché la donna, anziana e malata, non si regge in piedi da sola. Lui invece, un agricoltore di 42 anni di Ferrera, non può esercitare il diritto di voto perché, come pena accessoria di una sentenza precedente, è stato interdetto dai pubblici uffici. Ma Ferrera conta un migliaio di abitanti, ci si conosce tutti per nome. E quando il 42enne entra nel seggio con la madre, la scrutatrice, sua compagna di scuola, gli chiede perché lui non voti. L'uomo spiega di non essere certo di poterlo fare, nonostante avesse beneficiato dell'indulto per la condanna penale. Così dal seggio lo mandano a casa con l'accordo di ripresentarsi dopo un paio d'ore, giusto il tempo di fare le verifiche in Comune. Quando torna trova i carabinieri ad aspettarlo. I militari, inviati da Roma per presidiare i seggi, denunciano l'agricoltore per tentato esercizio del voto. Un'accusa da cui, assistito dall'avvocato Francesca Timi, dovrà difendersi nell'udienza che ieri il giudice Rosaria D'Addea ha fissato per il 5 dicembre. (m.g.p.)