Assomac, bene l’export ma preoccupa la Brexit
di Denis Artioli wVIGEVANO Il settore meccano-calzaturiero ha chiuso bene il 2015, trainato soprattutto da una crescita delle esportazioni (+2,28%) «vero punto di forza e quota di fatturato più importante nel bilancio del settore, in crescita per il terzo anno consecutivo, esportiamo in 120 Paesi del mondo e sappiamo essere innovativi per rispondere al meglio alle sfide dei mercati», afferma Gabriella Marchioni Bocca, presidente di Assomac. «Nonostante un quadro internazionale caratterizzato da vicende politiche che portano a inevitabili ripercussioni economiche – aggiunge Marchioni Bocca – il settore delle macchine per calzature, pelletteria e conceria dimostra di rappresentare ancora un'eccellenza in tutto il mondo». L'associazione nazionale che riunisce i costruttori di macchine per conceria, calzature, pelletteria ha sede a Vigevano e ha 240 aziende associate, con un totale di 4.100 addetti, in leggero aumento (+0,99%) rispetto al 2014. «Il 60% circa delle aziende associate ad Assomac è a Vigevano – spiega Maria Vittoria Brustia, vicepresidente dell'associazione nazionale – e le aziende più importanti a livello internazionale sono a Vigevano, l'innovazione si fa nella nostra città che, in questo ambito, lo dico con orgoglio, rappresenta certamente un'eccellenza». Dall'assemblea generale di Assomac (quest'anno si è tenuta a Desenzano) sono emersi dati positivi sullo stato di salute del settore. «Il 2015 è stato buono – sottolinea l'imprenditrice vigevanese – mentre il 2016 è partito un po' a rilento, anche se negli ultimi mesi gli ordinativi sono ripresi e c'è un cauto ottimismo». Ma visto che il traino è dato dalle esportazioni, la Brexit potrà avere conseguenze negative sull'andamento del settore? «Come mercato di macchine per calzature il Regno Unito non è particolarmente importante per noi – sottolinea Brustia – anche se là sono rimaste aziende calzaturiere importanti, ma sono poche. In ogni caso, il Regno Unito è un grande importatore di scarpe, e temo che questa situazione possa avere un impatto sui nostri produttori di scarpe e, di riflesso, anche sul settore della produzione di macchine per calzature. Ma è ancora troppo presto per capire quali saranno gli effetti reali della Brexit che ha spiazzato tutti, perché tutti eravamo convinti che avrebbe vinto il fronte di chi vuole restare nell'Unione europea». ©RIPRODUZIONE RISERVATA