Pirolisi, il fronte del no resta ottimista
di Roberto Lodigiani wRETORBIDO Ci vorranno ancora mesi, per raggiungere quel traguardo che qualcuno sperava già dietro l'angolo. Ma l'esito della seconda Conferenza dei servizi sulla pirolisi non scalfisce la fiducia del «fronte del no» nella bocciatura finale dell'impianto di Retorbido da parte di Regione Lombardia, al di là e malgrado l'esclusione dal tavolo della delibera Maroni che impedisce la realizzazione di siti industriali lungo il torrente Staffora, per la non applicabilità dell'effetto retroattivo - secondo quanto sentenziato dai tecnici della Direzione ambiente del Pirellone - rispetto alla domanda presentata da Iet nel novembre 2014. Da dove nasce questo ottimismo, che sembra sfidare la dura realtà di un iter autorizzativo che va avanti e di un verdetto per il quale si dovrà ancora sudare? «Nessuno si illudeva più di tanto sul fatto che la bocciatura potesse arrivare già giovedì – spiega Marco Dapiaggi, portavoce del comitato No inceneritore – Ma il round a Palazzo Lombardia ha fatto emergere l'assoluta coesione dello schieramento anti-pirolisi. Siamo una squadra che punta a un successo da condividere e grazie al lavoro dei nostri tecnici, dei sindaci e dei consulenti abbiamo messo in campo tutte le argomentazioni necessarie per centrare l'obiettivo». Una valanga di osservazioni che fanno le pulci al progetto e, negli auspici degli oppositori, dovrebbero essere più che sufficienti per far pendere la bilancia dalla parte del no. Ma intanto il comitato studia altre mosse per rafforzare le sue chance, appellandosi, tra l'altro, al "principio di precauzione", citato nell'articolo 91 del Trattato Ue, che ha lo scopo «di garantire un alto livello di protezione dell'ambiente». Non manca, infine, una stoccata all'ingegner Arrivabene, socio e dirigente Iet: «Ha ribadito di voler mandare avanti il progetto, nonostante le tante osservazioni, e anzichè confutare le eccezioni sollevate dai tecnici, è tornato a criticare gli amministratori di Retorbido, Provincia e Regione – sottolinea Dapiaggi – affermando di aver ricevuto un apparente "nulla osta" a procedere e di avere già investito tre milioni di euro». Lo stop alla delibera Maroni scatena, inevitabilmente, anche reazioni politiche. «E' l'ennesima pagliacciata della Lega, che si prende beffa del popolo oltrepadano – attacca Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S – ne è prova il fatto che è stata approvata una delibera a puro scopo propagandistico, senza nemmeno preoccuparsi di chiedere preliminarmente il parere sulla sua applicabilità nè alle strutture competenti, nè tanto meno all'Avvocatura regionale, cosa che una giunta seria dovrebbe fare. Nè l'assessore Terzi, nè alcun altro si sono premuniti. E lo stesso Sciunnach (dirigente a capo della commissione di valutazione della pirolisi) lo ha richiesto con estremo ritardo. Il M5S fin da gennaio ha posto l'accento sulle lacune e i vincoli ostativi di cui il progetto abbonda, primo tra tutti la tecnologia della pirolisi, messa al bando in Europa. Ma la Terzi non ne ha mai accennato». Critico anche Giuseppe Villani (Pd): «L'esito deludente della conferenza dimostra la latitanza della giunta regionale, che contrasta con il forte impegno dei Comuni e della Provincia, che hanno fatto fino in fondo il loro dovere. Serve una decisione rapida, che chiuda definitivamente questa vicenda, nel senso di una bocciatura dell'impianto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA