«Un Comune paralizzato» L’attacco dei dimissionari
GODIASCO «L'amministrazione comunale di Godiasco non è stata in grado in due anni di programmare nulla di concreto: per questo motivo abbiamo deciso di staccare la spina per evitare ai cittadini altri tre anni di blocco totale del Comune»: Daniele Rochini, Luca Meisina e Marco Bruggi hanno così motivato la loro scelta di far cadere, insieme alle dimissioni dei quattro consiglieri di minoranza, il sindaco Gabriele Barbieri e tutta la sua giunta. Per ascoltare i tre consiglieri, la sala della Terme di Salice, lunedì sera era gremita da oltre 120 persone: soltanto la presentazione della Juventus e del Beta Rally Oltrepo aveva richiamato più gente. Da notare inoltre che delle 120 persone l'80% erano godiaschesi e la restante parte salicesi. Rochini, Meisina e Bruggi in coro hanno sottolineato: «La caduta della giunta non è stato un fulmine a ciel sereno come qualcuno ha voluto far credere. Tutti e tre insieme, dopo un anno di stasi, abbiamo proposto al sindaco una serie di interventi che i singoli cittadini ci hanno richiesto. Ogni nostra proposta è stata sempre accantonata. Insomma non siamo mai stati ascoltati». E poi si passa agli esempi: «Abbiamo ricevuto i soldi per effettuare alcuni interventi, come per esempio a San Desiderio, ma le opere non sono mai state eseguite e i soldi sono finiti nel calderone delle cose da fare. I Comuni di Rivanazzano e Retorbido in una settimana hanno approvato il piano per ripulire lo Staffora: il nostro progetto, sei mesi dopo, giace ancora in un cassetto del sindaco, anche in questo caso perché non siamo stati ascoltati. E così non si amministra un Comune, così non funziona». Rochini, Meisina e Bruggi proseguono: «La delusione è stata grande. Potevamo formare un gruppo autonomo all'interno del consiglio comunale che di volta in volta avrebbe potuto approvare o meno le proposte della giunta, ma abbiamo deciso di ridare la parola agli elettori per dare una scossa al paese. Ci assumiamo le nostre responsabilità per quello che abbiamo fatto e spiace che in due anni non sia mai stato approvato un progetto serio per Godiasco e Salice». C'è chi paventa in città un nciucio con la minoranza per far saltare la giunta? I dimissionari negano con decisione questo scenario: «Assolutamente no e vi assicuriamo che il malcontento all'interno di questa amministrazione non riguardava soltanto noi tre ma anche altri consiglieri». Ieri mattina i tre consiglieri sono stati convocati dal commissario prefettizio, Sara Morrone che ha preso in mano, da ormai qualche giorno, il comune di Godiasco. Alessandro Disperati