Raggi: cambia tutto Pronta la squadra per il Campidoglio

di Fiammetta Cupellaro wROMA Il primo giorno da sindaco di Virginia Raggi, che ha messo ko il vice presidente dem della Camera, Roberto Giachetti, con il 67,2% di preferenze, inizia sotto un diluvio. Ma la pioggia è l'unica cosa che riesce ad infastidire la prima donna che a soli 38 anni salirà sullo scranno più alto dell'Aula Giulio Cesare. «È un bel momento per Roma. Mi sento benissimo, a parte un po' bagnata» dice ai giornalistici che l'assediano sotto casa. I giornali stranieri parlano di lei, le tv rimandano le immagini della vittoria, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo l'ha già invitata per celebrare i 60 anni del gemellaggio delle due capitali e lei esce con l'ombrello da un condominio alla periferia della capitale. Come una romana qualsiasi che lavora (è un avvocato) ha trascorso un po' di tempo con il figlio Matteo di 7 anni, salutato i genitori e si è diretta verso la macchina. Ma il test di normalità per Virginia Raggi finisce qui. Perché è chiaro che niente sarà più come prima né per lei né per la città che si avvia a governare. La leggerezza dell'approccio che tanto è piaciuta a Di Battista che la segnalò a Giandomenico Casaleggio l'ideologo del M5S che la scelse per "la missione impossibile" come Beppe Grillo ha definito la sua ascesa al Campidoglio, non sarà più praticabile. E che inizi un'altra storia lo scrive sul suo profilo Facebook per ringraziare i 770mila romani che l'hanno votata. «Cambia tutto, ora tocca a noi. Mi auguro che si possa aprire una fase nuova». Roma e i romani non aspettano altro. L'impatto con la realtà. Primo punto: formare la squadra di assessori in breve tempo. Quattro nomi sono già stati annunciati: Paolo Berdini all'Urbanistica: Paola Muraro all'Ambiente e Rifiuti; Luca Bergamo alla Cultura e Andrea Lo Cicero, campione di rugby, allo Sport. Mancano da coprire caselle importanti e si fa il nome della docente del Politecnico di Torino, Cristina Pronello (Trasporti). Al Bilancio vorrebbe Marcello Minenna dirigente Consob, ma ha rifiutato. Un punto fermo è Daniele Frongia, futuro capo di Gabinetto. È una delle persone più fidate del neo sindaco, entrambi sono stati consiglieri comunali quando al Campidoglio c'era Ignazio Marino. Giovedì ci sarà il passaggio di consegne con il commissario Tronca, mentre il primo consiglio comunale dovrebbe tenersi a luglio: i consiglieri pentastellati salgano da 4 a 21. La lettera del marito. Stile sobrio e piglio da avvocato, Virginia Raggi ieri si è finalmente sciolta alla festa che hanno organizzato per lei al teatro Flaiano. Uno stile riservato il suo che ha mal digerito l'omaggio pubblico che le ha riservato il marito Andrea Severini attivista anche lui pentastellato che dal suo blog ha ammesso un momento complicato della loro vita privata promettendole di "proteggerla anche da lontano". E poi una firma che sembra una speranza per il marito del neo sindaco: «Ah una cosa ancora, mi manchi da morire. Tuo marito». I poteri forti osservano il nuovo sindaco. Nella città eterna, grandi affari all'orizzonte non se ne vedono. L'unico vero business sono le Olimpiadi, sponsor Giovanni Malagò presidente del Coni, considerato "l'uomo forte" dello sport. Raggi ha annunciato un referendum, ma chi conosce bene come vanno le cose a Roma dice che «col tempo le cose si aggiusteranno». Nessuno dei personaggi che a Roma incarnano i cosiddetti "poteri forti" all'annuncio del trionfo di Virginia Raggi hanno levato grandi grida di scandalo. Nessuno ha sfoderato gli artigli. Preferiscono stare a guardare. Almeno per il momento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA