Il ministro promuove il “piano-Pavia”
di AnnaGhezzi wPAVIA Il ministro dell'università e della ricerca Stefania Giannini sosterrà i progetti di ateneo e San Matteo per promuovere l'accesso e la carriera accademica dei giovani ricercatori in ambito sanitario. I due progetti sono stati presentati ieri al ministro dal rettore Fabio Rugge, dal direttore scientifico del San Matteo Giampaolo Merlini e dal prorettore alla ricerca Roberto Bottinelli durante l'incontro organizzato in aula Foscolo per spiegare il Piano nazionale della ricerca. In pratica San Matteo e Università di Pavia hanno ideato percorsi di formazione alla ricerca medica e biomedica cofinanziati da università e San Matteo, che consentano ai ricercatori della sanità di essere inclusi nella carriera accademica. E poi un percorso che consenta di fare insieme dottorato e specialità per i laureati del corso di medicina in inglese sul modello di Harvard, Cambridge e Yale. «Un'iniziativa importante, quella pavese, che fa collaborare sulla ricerca università e Irccs - spiega Giannini - e permette di valorizzare quello che come ministero stiamo cercando di fare a livello nazionale». Ovvero incrementare la collaborazione tra Miur, che finanzia per il 70% la ricerca italiana, e ministero della salute, che elargisce fondi per il 7% circa del totale. «C'è una ricerca a livello universitario in ambito sanitario - prosegue Giannini - e una ricerca nello stesso ambito negli Irccs. Dobbiamo rendere il sistema più efficiente e mettere i due mondi in condizioni di dialogo costante per garantire ai giovani ricercatori assunzioni e avanzamenti di carriera». Nel Pnr, il Piano nazionale della ricerca che prevede 2,5 miliardi di fondi pubblici, il 40% delle risorse è dedicato al capitale umano: «Sarà un'iniezione positiva a partire dal mese di luglio» dice Giannini a margine dell'incontro. Soddisfatti San Matteo e università: «L'ok del ministero della salute c'era già – dice Merlini – Pavia può essere d'esempio in tutta Italia. Ma servono finanziamenti». «Con la collaborazione tra i due ministeri possiamo partire subito – spiega Bottinelli – ma un contributo ministeriale permetterebbe di ampliare il numero di ricercatori». I ricercatori reclutati secondo i progetti presentati ieri avrebbero il vantaggio di entrare in un percorso accademico definito, e con il cofinanziamento al 50% del San Matteo, aumenterebbe il numero di giovani ricercatori in ateneo. «Il progetto – conclude Bottinelli – fornisce ai ricercatori un finanziamento che garantisce lo svolgimento di una ricerca rilevante in un momento di finanziamenti scarsi». Il ministro Giannini a Pavia ha parlato proprio di questo: «Non possono bastare i 100 milioni all'anno dei Prin, nonostante la fatica di recuperare le risorse – ha ammesso – occorre creare un'agenzia unitaria della ricerca scientifica. La sfida italiana all'innovazione passa necessariamente attraverso una riforma del sistema di finanziamento della ricerca: personalmente sarei favorevole ad un fondo di investimento per la ricerca pubblica, capace di aprirsi anche ad interventi privati. Nell'arco dei prossimi cinque anni dovremo infatti raddoppiare il budget privato della ricerca scientifica ecoordinare il lavoro dei Ministeri coinvolti nella ricerca». ©RIPRODUZIONE RISERVATA