TERRORISMO»LA MINACCIA

di Maria Rosa Tomasello wROMA L'obiettivo erano i tifosi radunati nella "fan zone" di Euro 2016 nel centro di Bruxelles, in piazza Rogier. Il piano era colpire ieri durante la partita Belgio-Irlanda, in calendario alle 15 a Bordeaux, seminare sangue e terrore tra le centinaia di tifosi assiepati attorno al maxischermo per seguire la nazionale. Per i media belgi, i terroristi erano pronti a entrare in azione, esattamente come aveva anticipato nei giorni scorsi una nota dell'Ocam, l'antiterrorismo belga, che aveva lanciato l'allarme sul rischio di nuovi attentati in Belgio e in Francia, in luoghi pubblici e affollati come le "fan zone", i centri commerciali, i ristoranti. Ma questa volta la mossa sulla scacchiera del terrore è stata anticipata. Con un blitz scattato nella notte di venerdì, dopo una intercettazione che parlava di un «attacco imminente» e movimenti che hanno fatto pensare a sopralluoghi dei terroristi attorno alla piazza, la polizia belga ha fermato 12 sospetti e interrogato 40 persone. Quaranta abitazioni e oltre 150 garage sono stati perquisiti «senza incidenti» nell'area della capitale, compresi i quartieri di Molenbeek, Schaerbeek e Anderlecht, nomi di sobborghi già tristemente famosi per essere stati culla di terroristi, e in 16 comuni in Fiandra e in Vallonia. L'operazione non ha permesso di rintracciare armi né esplosivi, ma per gli investigatori non poteva essere rimandata perché «le indagini hanno reso necessario un intervento immediato». Dei 12 fermati, solo tre sono stati effettivamente incriminati ieri con l'accusa di terrorismo, mentre gli altri nove sono stati interrogati e rilasciati. In carcere tre cittadini belgi: Samir C., 27 anni, Moustapha B., 40 anni, e Jawad B., 29 anni, accusati di tentato omicidio tramite atti di terrorismo, partecipazione ad attività terroriste come autori o co-autori. Secondo gli inquirenti avrebbero legami con la cellula che ha colpito Parigi e Bruxelles. Un nuovo esponente del gruppo di fuoco che ha agito tre mesi fa nella capitale belga sarebbe anche Youssef E.A., 31 anni, belga, arrestato venerdì e indicato come uno dei complici degli attentatori che il 22 marzo fecero strage all'aeroporto Zaventem e nella metro, dove 34 persone morirono e 130 rimasero ferite negli attacchi. L'uomo lavorava dentro lo scalo ed era in possesso del badge che gli consentiva un accesso diretto alla pista e agli aerei. Youssef era amico di infanzia di Khalid El Bakraoui, uno dei due kamikaze. Nel suo pc sarebbero stati ritrovati messaggi provenienti da una chiavetta Usb di Khalid in cui si indicava che i voli per Usa, Russia e Israele partivano ogni martedì da Zaventem: i terroristi si fecero esplodere proprio in corrispondenza delle file di quei voli. In Belgio dunque l'allarme resta alto, nonostante l' allerta sul territorio nazionale sia stato confermato al livello 3 su 4. Una situazione di pericolo crescente che ha determinato anche un provvedimento a tutela del premier e di tre ministri, messi sotto alta protezione. La decisione non è legata all'operazione di ieri, ma a una valutazione di rischi sempre maggiori per le quattro personalità da parte dell'Ocam, che tuttavia non ha reso nota la natura della minaccia nei loro confronti. Oltre al premier Charles Michel, nella lista dei membri del governo sotto scorta ci sono il ministro degli Esteri Didier Reynders, il ministro dell'Interno Jan Jambon, e il ministro della Giustizia Koen Geens, messi sotto tutela assieme alle loro famiglie da venerdì sera alle 20. Nel primo pomeriggio di ieri, al termine del Consiglio nazionale di sicurezza convocato l'emergenza dopo il blitz, il premier Michel ha confermato tuttavia che l'allerta resta al livello 3, quello della minaccia grave, ma ha annunciato che saranno prese «misure di sicurezza supplementari e adattate» alle informazioni fornite dall'antiterrorismo. Dopo la tensione dei mesi scorsi, la città ha reagito senza scossoni alla notizia, in attesa più dell'esito della partita con l'Irlanda che dell'operazione di polizia, benché nella "fan zone" di Rogier, presidiata da decine di soldati e poliziotti, e protetta da misure di sicurezza elevatissime, si siano presentate solo 200 delle mille persone attese. Una tensione che, dopo la vittoria 3-0, si è sciolta nella festa e nei caroselli di auto. I centri commerciali sono rimasti aperti, regolari i trasporti pubblici. Su ordine delle autorità sono stati chiusi solo alcuni punti di accesso nelle stazioni metro ritenute più vulnerabili. Ma il Belgio si conferma una "tana" sicura per gli aspiranti johadisti. Ed Euro 2016, considerato dall'antiterrorismo un evento ad alto rischio, è appena cominciato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA