È incinta e lo respinge, la prende a calci
La legge sullo stalking (to stalk in inglese significa fare la posta, braccare la preda) è entrata in vigore nel 2009. Il reato di "atti persecutori" definisce in maniera più corretta i comportamenti che turbano la serenità della vittima generando un malessere diffuso, dalla paura all'ansia fino ad un mutamento delle proprie abitudini di vita. Difendersi si può ma occorre denunciare l'aggressore. Si tratta infatti di un reato procedibile a querela (ossia mediante la denuncia dei fatti da parte della persona offesa) con un termine di 6 mesi che diviene "irrevocabile" in presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi. Di recente sono state introdotte nuove circostanze aggravanti quando il reato è commesso dal coniuge, dal partner o se la vittima è una donna incinta o la violenza è commessa davanti a un minore.di Maria Fiore wPAVIA Migliaia di telefonate in negozio, dove la giovane lavora come commessa. Duecento in un solo pomeriggio, per soddisfare la bramosia di quell'amore non ricambiato. E poi pedinamenti, appostamenti sotto casa, biglietti contenenti messaggi deliranti. Fino all'episodio più grave, avvenuto lo scorso aprile. Ha aspettato che la ragazza, commessa in un negozio in centro a Pavia, uscisse dall'esercizio commerciale e l'ha presa a calci. La vittima, una giovane di 28 anni, era al quinto mese di gravidanza. La sua denuncia è bastata a convincere il giudice della pericolosità dello stalker. La polizia ha notificato a M. G., 33 anni, di Voghera, il divieto di avvicinarsi alla vittima e quindi ai luoghi frequentati dalla ragazza. Se non rispetterà l'obbligo finirà in carcere. Le indagini della questura, disposte dal sostituto procuratore Andrea Zanoncelli, hanno ricostruito i due mesi di inferno patiti dalla vittima, che ha una relazione con un altro giovane e aspetta un figlio. Il 33enne è un amico del fratello della ragazza ed è questa circostanza che gli consente di entrare in contatto con la giovane. Una conoscenza superficiale, ma che basta a far scattare qualcosa nella testa dell'uomo. Il 33enne si invaghisce della ragazza ma non è ricambiato. Il sentimento diventa tormento e ossessione, mentre la giovane si ritrova a vivere un incubo. Si accorge di essere seguita nei suoi spostamenti. Il giovane la pedina anche mentre va in giro per la città, l'aspetta fuori dal negozio per parlarle. Lei cerca di resistere alle molestie, che si fanno sempre più intense. Riceve centinaia di telefonate, a cui non risponde, e comincia a trovare bigliettini con messaggi farneticanti davanti al negozio, alcuni d'amore altri con minacce. La situazione diventa sempre più preoccupante, tanto che in un'occasione la giovane trova sacchetti pieni di escrementi davanti alla sua abitazione. Un giorno di aprile vede l'uomo che la sta molestando da settimane davanti al negozio. Spaventata, cerca di allontanarsi, ma lui la raggiunge e la colpisce con un calcio alla schiena. Alcuni passanti assistono alla scena e chiamano l'ambulanza. La polizia si attiva e in poco tempo ottiene un provvedimento nei confronti dell'uomo. Il magistrato gli contesta l'accusa di atti persecutori e di lesioni, aggravate dallo stato di gravidanza della vittima.