A Vigevano il bilancio è positivo

VIGEVANO Fortunato Moschino, vice presidente provinciale del Csi e "direttore" storico della delegazione vigevanese del comitato amatori, definisce positiva l'ultima annata. Ma in futuro rischiano di non mancare i problemi nell'organizzazione del campionato ad 11 della delegazione vigevanese di via Madonna Sette Dolori. Arbitri e squadre che potrebbero non più iscriversi sono tra i problemi preponderanti per Moschino e la sua cerchia di collaboratori: «Questa stagione è stata positiva – spiega il numero uno del Csi vigevanese – Siamo convinti che la formula ad eliminazione diretta per l'assegnazione del titolo sia più avvincente». Dopo 7 anni di dominio si è spezzata l'egemonia dello Zeme, uscito in semifinale nonostante il primo posto in "regular season" a favore dei Legionari Vigevano che invece avevano chiuso non nei primissimi posti il campionato, comunque in una posizione valida per accedere ai play off. Per il prossimo anno però la formula attuale, che la delegazione del Csi vorrebbe confermare, scricchiola. Il motivo? «Diverse squadre hanno già annunciato la volontà di non iscriversi più al prossimo torneo – risponde Moschino – Tireremo le somme fra qualche settimana, per capire effettivamente quante squadre ci saranno ai nastri di partenza». Attualmente il Csi ducale si compone di 2 gironi tra le 12 e le 14 squadre che poi si incrociano a fine stagione per la fase ad eliminazione diretta. Le migliori classificate giocano per il titolo di campioni, quelle classificate nelle retrovie invece per la coppa Lomellina: un torneo di consolazione. «Se il numero non dovesse essere più sufficiente per formare due gironi – avverte Fortunato Moschino – potremmo prendere in considerazione l'ipotesi di fare un solo raggruppamento, in stile campionato di serie A». L'altro problema è la mancanza cronica di arbitri e la vocazione che non c'è per nuove giacchette nere: «I numeri dei direttori di gara per le partite del nostro campionato sono sempre risicati, sicuramente avere più arbitri farebbe davvero comodo alla nostra delegazione. Per i campi ci riteniamo fortunati, sono tutti a posto. L'unico che ci dà dei pensieri è il Masera di Vigevano: troppi cambi di gestione, non si capiva mai di chi era la competenza per questa struttura». Sandro Barberis