Germania lenta la Polonia spreca il grande colpo
di Paolo Carletti Meglio la Polonia dei campioni del mondo della Germania nel primo tempo, ma nella ripresa è bastato un Ozil impren dibile tra le linee per cambiare il match, anche se il fantasista è sembrato predicare nel deserto. Soprattutto con Goetze e Muller irriconoscibili. I tedeschi nella prima frazione hanno tenuto un ritmo basso, esponendosi spesso alle ripartenze dell'attacco guidato dall'incubo chiamato Lewandoski, soffrendo la fisicità degli avversari a centrocampo dove Khedira e Kroos non sempre sono riusciti a fare diga. I rossi di Nawalka ci hanno provato di più ma arrivando raramente nei dintorni di Neuer. All'inizio del secondo tempo la Polonia ha cercato di sorprendere gli uomini di Low, e Milik ha sulla coscienza una rete ciccata di testa a un metro dalla porta. Non soddisfatto, ha nuovamente mancato il pallone di un rigore in movimento al 68'. Pessima la prova dell'attaccante polacco, che però sembra avere molto mercato. Subito dopo Gotze da buona posizione ha sparato centrale. Insomma, inizio pirotecnico, promettente, soprattutto per merito degli uomini di Low. La Polonia che aveva avuto con Grosicki, Krychowiak e in parte Lewandoski, gli autori di ottime ripartenze, ha iniziato ad accusare la stanchezza. La Germania ha alzato il baricentro cercando la profondità col pericoloso Shurrle entrato al 64' al posto dell'impalpabile Gotze. Ma gli attacchi dei campioni si sono regolarmente infranti contro la granitica difesa polacca, chiamata agli straordinari, visto che Milik e Lewandoski non sono quasi più riusciti a far salire la squadra. Dentro anche Muller (fuori il lezioso Draxler) e Germania a trazione anteriore, ma sempre alle prese con Pazdan, Glik e Piszek, che non hanno sbagliato un intervento. Così portieri inoperosi e partita che si è trascinata stancamente verso un pareggio che tutto sommato fa comodo ad entrambe le squadre. Escludendo una semi-occasione per Lewandoski al 58' stoppato da Boateng, e un minuto prima una punizione fuori non di molto di Milik, il resto è noia. Quello che è apparso palese è la solidità della Polonia, pur di fronte a una Germania poco convinta. Ma la squadra, a parte qualche meccanismo un po' confuso a centrocampo, è squadra vera. E se come sembra passerà il turno, sarà certamente un cliente scomodo per chiunque. Alla fine festa solo per i polacchi che vedono il traguardo a portata di mano, mentre la Germania è apparsa giù di tono. Ma con i tedeschi, si sa, non c'è mai da fidarsi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA