Magherno, arriva il commissario

MAGHERNO Non è riuscita l'operazione di salvataggio tentata dal sindaco Maurizio Gambini. Il Comune verrà commissariato. Dopo le dimissioni di sei consiglieri su sette e dopo che le tre riserve della lista di maggioranza hanno rinunciato all'incarico. Il consiglio comunale di ieri è andato deserto e ora si attende la seduta di lunedì per prendere atto dell'impossibilità di surroga e procedere allo scioglimento. A questo punto non servirebbe a nulla l'intervento delle minoranze per garantire la sopravvivenza dell'amministrazione Gambini. La strada è quella del commissariamento. Ne prende atto il primo cittadino che parla di «tradimento, da parte dei consiglieri dimissionari, della fiducia data dai cittadini al momento del voto». «Una scelta - aggiunge - che ha avuto come risultato il commissariamento, con tutti i gravi disagi e problemi che seguiranno per la popolazione. Una situazione che danneggerà fortemente Magherno e di cui la cittadinanza si ricorderà». Una crisi che si è consumata tutta all'interno della maggioranza con una frattura insanabile tra il gruppo che aveva vinto l'ultima tornata amministrativa e il sindaco che aveva mantenuto l'appoggio di un solo assessore, Claudia Bonizzoni. Vicesindaco e consiglieri se ne sono andati sbattendo la porta per «l'assenza totale di condivisione in decisioni amministrative importanti». Secondo il primo cittadino invece la rottura dipende «dalle divergenze sul futuro della scuola». «Non ho mai negato i principi fondatori del gruppo e ho sempre discusso con i suoi componenti ogni decisione e, in ogni confronto, è normale che ci siano opinioni divergenti - dice il sindaco -. Però non spetta al gruppo decidere, la responsabilità è la mia e devo seguire quanto imposto dalla legge». (st.pr.)