Medicine per i poveri, boom di richieste

VOGHERA Cresce la domanda di farmaci all'ambulatorio caritativo San Lorenzo, ma diminuisce la quantità di medicine disponibili. Un recente rapporto Censis a livello nazionale dice che nell'ultimo anno 11 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare alle prestazioni sanitarie perché non possono pagarsi il ticket: anche all'ambulatorio vogherese sono aumentate le richieste di chi non può più permettersi farmaci. Passano dall'ex canonica della chiesa di San Giuseppe in via Cagnoni 3 (l'ambulatorio dipende dalla parrocchia del Duomo) mediamente più di trenta persone a settimana. Si tratta per la maggior parte di giovani che non hanno l'esenzione del pagamento dei farmaci vista l'età. Ogni giovedì dalle 14 alle 15 arrivano persone con diverse problematiche: da chi ha mal di denti a chi è diabetico o ha bisogno di antinfiammatori. Ma le medicine che arrivano dal Banco farmaceutico, dai dottori e dai cittadini sono sempre meno. Dalle 641 visite di sette anni fa si è passati alle 1373 dell'anno scorso con una proiezione per il 2016 che supera quota 1400. «Riceviamo tutti coloro che si presentano, anche da fuori Voghera – spiega Maria Torti, anima del volontariato vogherese e creatrice 22 anni fa con un gruppo di volontarie di iniziative a sostegno dei bisognosi –. Siamo partiti dal dare i pasti e la possibilità di lavarsi (in piazza San Bovo c'è un'altra struttura che fornisce alimenti e locali con docce, ndr). Siamo gli unici che diamo medicine in città. Ci sono persone che hanno il medico, ma non hanno i soldi per il ticket. Noi viviamo di donazioni». Si rivolgono all'ambulatorio diabetici, ipertesi, chi ha patologie da raffreddamento, scarsa igiene e alimentazione insufficiente. Cristiana Barbieri, ex primario di nefrologia a Voghera, da sette anni fa visite gratuite. «Riceviamo in gran parte extracomunitari nigeriani, ucraini, rumeni e alcuni italiani provenienti anche dai paesi vicini a Voghera. Alcuni pazienti sono senzatetto: si fanno visitare e chiedono i farmaci perché non possono pagare il ticket». (m.q.)