LA SOLITUDINE DEL CENTRAVANTI
La letteratura ha celebrato spesso la solitudine del portiere di calcio: le parate, le attese, l'angoscia di un ruolo dove chi commette un errore è senza salvezza. Umberto Saba e Peter Handke hanno scritto pagine perfette. Ma siamo sicuri che il portiere sia l'unico a soffrire di solitudine, in un campo di calcio? Guardando l'Irlanda del Nord perdere con la Polonia, si scorgeva un uomo solo, abbandonato come un vecchio divano in una zona industriale: era Kyle Lafferty, l'unica punta dell'Eire. Un portiere alla rovescia. La sua nazionale si schiera con un poco immaginifico 5-4-1. Vuol dire che quando gli avversari attaccano, questi si difendono in nove: quattro sulla tre quarti, cinque vicino all'area. Li chiamano green wall, muraglia verde, per le maglie e per questa predisposizione non proprio spregiudicata. Il numero 1 nello schema sarebbe Kyle, un ragazzone di 193 centimetri del Birmingham City, rapido e tecnico, ma maledettamente isolato. Rischia di non vedere un pallone per tutta la partita. Il personaggio è tutto da raccontare. L'aeroporto di Belfast ha cambiato nome per lui, almeno per il periodo degli Europei. Dicono che sia un sosia di Dylan Dog: e in un fumetto il detective e il centravanti si incontrano. Lafferty ha giocato in tanti club e ha transitato a Palermo in B segnando 11 gol e incantando la tifoseria. Meno entusiasta il presidente Zamparini autore della seguente valutazione su di lui: «È un giocatore ingestibile, un donnaiolo, uno senza regole, uno che sparisce una settimana e va a donne a Milano, ha due famiglie con sei figli, non si allena. Poi sul campo è un grande perché dà tutto quello che ha e anche di più» (Repubblica, 26 giugno '14). Tale affresco lo rende istintivamente simpatico agli appassionati di calcio. I quali sono un po' come certe donne che si innamorano dei mascalzoni. Solo, nel deserto della metà campo altrui, Kyle ha davanti due possibilità: impazzire o meditare. Deve trasformare in gol quelle 2-3 occasioni che gli potrebbero capitare nel giro di un mese. La vita è un po' così. @fbrancoli ©RIPRODUZIONE RISERVATA