Due botte all’Ucraina una per tempo: la Germania fa festa
di Pietro Oleotto Dove eravamo rimasti? Al gol di Goetze al Maracanà? La Germania mondiale riparte nell'Eurozona pallonata con una vittoria e stavolta deve ringraziare uno dei tanti figli della diaspora balcanica atterrati negli anni 90, l'albanese Shkodran Mustafi, 24 anni, un passato in Italia (con la Samp), un presente in Spagna. Ieri, contro l'Ucraina, dopo 19' ha messo la testa su una punizione millimetrica di Toni Kroos, capace di scavalcare Stepanenko per raggiungere il compagno di squadra in piena area. Festa tedesca. Sugli spalti del Pierre Mauroy di Lille. Nelle case – immaginiamo – dalla Baviera alla Vestfalia, davanti a una bella birra, come da tradizione tedesca. Fa sorridere pensare che Mustafi, qualche mese fa, ingaggiò una vera e propria battaglia con il proprio addetto stampa in piena conferenza perché non voleva essere ripreso con la bottiglia di birra dello sponsor ufficiale: è musulmano Shkodran. È uno dei simboli dell'Europa anche nel cuore della Germania. Il cuore del gioco tedesco, invece, ha ruotato attorno ai due "ventricoli" della mediana, Sami Khedira e Toni Kroos, capaci di fare da schermo a una cavalleria leggera, composta da Müller e Draxler (larghi), con Ozil in assistenza a Goetze. Insomma, non parliamo di panzer. E di una battaglia vinta facilmente. L'Ucraina ha giocato a viso aperto e creato alcune occasioni che hanno spaventato i tedeschi, anche quelli a casa con la birra aperta dopo il gol di Mustafi. Al 27', infatti, ci è voluta tutta la classe di Neuer per annullare un colpo di testa chirurgico di Khacheridi su calcio d'angolo: il portiere del Bayern, a dispetto della stazza, è un ballerino sulla linea di porta. Due minuti dopo Khedira prova ad alleggerire la pressione sganciandosi verso l'area avversaria, aggancia il suggerimento di Kroos, inquadra il bersaglio, ma trova pronto Pyatov. Insomma, nonostante il vantaggio, la Germania è costretta a soffrire. Così succede che a otto minuti dall'intervallo, una conclusione di testa di Konoplyanka viene deviata in modo maldestro da Boateng e il pallone rimbalza pericolosamente verso la linea di porta prima di essere spazzato dallo stesso difensore: la Goal Line Tecnology segnala che la sfera ha pizzicato la linea ma non l'ha sorpassata completamente. È il segnale che fa arretrare i tedeschi con gli esterni alti: così nella ripresa la gara è congelata dallo schieramento tattico di Löw. Fino al rush finale: entra Schurrle al posto di Draxler, l'Ucraina si sbilancia e al 92' in contropiede un altro neoentrato, Schweinsteiger, il "vecchio" Shweini che mette il fiocco alla vittoria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA