«Il populismo dei giovani è colpa nostra»

ROMA Brexit, i ballottaggi, i cinquestelle e la situazione economica, ma anche il referendum. È senza peli sulla lingua Eugenio Scalfari con Matteo Renzi che intervista sul palco di Repubblica delle idee. «Io voto no al referendum se non cambi la legge elettorale, questa è una riforma con la quale tu eleggi la tua camera e governi 15 anni», dice Scalfari chiedendo di cambiare l'Italicum, magari per adottare la legge truffa di De Gasperi. «Querelo chi dice che voglio governare 15 anni, io sono per il limite dei due mandati. «Se per caso va a finire che restano Camera e Senato con due sistemi elettorali diversi, e con due elettorati diversi visto che al senato non votano tra i 18 e i 25 anni, si avranno maggioranze diverse. E tutti i giorni ti tocca fare gli inciuci», spiega Renzi. «Confermo che se vince il no vado a casa, ma il punto vero è che se vince il no l'Italia diventa ingovernabile», aggiunge. In ogni caso, stante la foto delle amministrative a un ballottaggio a livello nazionale «oggi andrebbero tra Pd e centrodestra», aggiunge. Scalfari insiste, io voto non e tu facci un pensiero perché se perdi vince Grillo. «Vorrà dire che ha preso un voto più di noi, ma non succederà - ribatte il premier - e poi attualmente i governi durano come i gatti in autostrada». «Il Movimento 5 Stelle è un partito nasce oggettivamente anti-europeo. È di oggi il video della candidata sindaco di questa città Virginia Raggi che promuoveva i banchetti per l'uscita dall'Ue. Abbiamo un grande problema di un 5S che è contro l'ideologia di Europa che abbiamo noi. La distanza tra Fassino e Appendino a Torino è più ampia di quella tra Giachetti e Raggi», ha aggiunto. «Se vince la Raggi è un problema dei romani. Noi saremo molto leali come governo con chiunque, ma è un problema dei romani se si dice no alle Olimpiadi o al prolungamento della Metro C. Il governo nazionale rispetta molto le scelte dei sindaci», ha proseguito Renzi. Facendo anche autocritica. «Quando non prendiamo il voto dei giovani, la colpa è nostra, è mia. Se consentiamo ai ragazzi di innamorarsi delle idee populiste e anti europee la colpa è nostra». Ma è tempo anche di Brexit e di Europa. «Due anni fa, ad Ypres ero solo come un cane nella richiesta di inserire nel documento del Consiglio europeo la parola flessibilità. Nel giugno 2014 la parola flessibilità era eresia, insulto», ricorda. Oggi, la flessibilità invece c'è. Quanto alla possibilità della Brexit il premier avverte: sarebbe «un clamoroso errore», ma «non un dramma».