S. Clara, viaggio nel monastero svelato

di Fabrizio Merli w PAVIA L'ex caserma Calchi e, ancor prima, ex monastero di Santa Clara sarà la futura sede della civica biblioteca Bonetta e diventerà uno dei principali poli culturali cittadini. Grazie al Comune di Pavia e all'architetto Vittorio Prina, del settore lavori pubblici, abbiamo visitato in anteprima i locali recuperati e restaurati al termine di lavori iniziati nei primi anni Duemila. La prima e più ovvia domanda è: quando verrà aperta al pubblico la struttura? «In base a quanto previsto dal capitolato dell'ultimo appalto – spiega l'assessore Fabio Castagna – direi che dovrebbe essere a disposizione della città tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018». Nel frattempo, all'interno dell'ex monastero delle Clarisse, si sono avvicendati i cantieri di tre ditte differenti. Un impulso decisivo è arrivato dall'assegnazione di 7.050.000 euro a Pavia, ottenuti dall'amministrazione Cattaneo, e ora il Comune ha presentato un progetto per concorrere ai bandi "Emblematici maggiori" della fondazione Cariplo. Sino ad ora sono state recuperate le ale sud est, est, nord e nord ovest, mentre un appalto appena bandito riguarderà il lato sud ovest. Per la porzione a ovest era previsto un project financing, ovvero una collaborazione tra pubblico e privato in cambio della cessione di alcuni spazi, ma al momento non vi sono investitori. Il lavoro condotto dalle ditte incaricate dal Comune è stato incredibile. Basti pensare che, negli anni, la struttura è stata caserma, luogo di rifugio per sfollati dalla guerra, area di ricovero e di manutenzione per i grandi mezzi di Asm. Per un certo periodo, i locali sono stati anche occupati. Tecnici e operai, dunque, hanno dovuto demolire la suddivisione in appartamenti, riportando alla luce, ad esempio, affreschi quattrocenteschi che erano coperti da piastrelle. Gli interventi hanno consentito di ridare un connotato riconoscibile al primo nucleo, una chiesetta risalente al 1100, al monastero vero e proprio, costruito intorno alla chiesa nel 1400, e alle successive modifiche apportate nel 1700. Le aggiunte contemporanee, come le scale, sono state realizzate in ferro per renderle evidentemente differenti dalla struttura antica. Al primo piano sono state ricavate stanze (ad esempio dall'ex refettorio) che dovranno ospitare il patrimonio librario. E, per dare un'idea dell'opera, verranno posate scaffalature per 11 chilometri. Oltre alla Bonetta, nell'ex monastero verrà spostata anche la biblioteca per ragazzi Paternicò - Prini. Ma, soprattutto, verrà allestito un polo culturale che riguarderà varie forme d'arte. Uno "spicchio goloso" di Pavia che sarà maturo tra un anno e mezzo.