Nuovi paletti per i fanghi

di Stefania Prato wSANTA CRISTINA Nuovi paletti sull'utilizzo dei fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue di impianti civili e industriali. Prescrizioni scritte da Regione Lombardia, dopo aver istituito un gruppo di lavoro che ha tenuto contro delle posizioni della Provincia e dell'associazione produttori fanghi «per scongiurare potenziali conseguenze negative», fanno sapere dalla Regione che intanto ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar che aveva bocciato in parte la delibera regionale del 2014 che prevedeva norme più stringenti sullo spandimento dei fanghi. Le nuove prescrizioni insistono sulla verifica della qualità dei suoli e puntano a maggiori controlli. «Si tratta di un piccolissimo passo avanti della Regione che comunque poteva fare di più - sostiene Renato Bertoglio di Legambiente -. Due mesi fa avevamo chiesto di essere ascoltati in commissione ambiente, ma ad oggi non abbiano ancora ottenuto risposta. Il nostro obiettivo resta quello di rivedere la normativa che regola la materia e di ampliare i controlli». E va in questa direzione, spiegano da Palazzo Pirelli, la nuova delibera approvata dalla giunta. Che stabilisce la necessità di verificare la quantità di nutrienti distribuiti sui terreni. «Va valutato l'insieme dei materiali, come concimi minerali, effluenti zootecnici, gessi di defecazione e fanghi, che finiscono nei campi, in modo da evitare accumuli nei terreni o dispersioni nell'aria e nelle falde acquifere - scrivono dalla Regione -. Per questo è necessario che vengano comunicate agli agricoltori informazioni sulla quantità di sostanza secca o sui livelli di concentrazione di metalli come zinco e arsenico». Previste regole più stringenti sulla movimentazione dei fanghi da trasportare in mezzi totalmente chiusi. E da evitare anche un eccessivo accumulo nei terreni dei fanghi in attesa di spandimento che, insieme all'interramento, deve avvenire entro un tempo massimo di 3 ore dallo scarico nel campo. «Insistiamo sulla necessità di potenziare i controlli e dare regole più certe, uniformandosi alla normativa europea - sottolinea Elio Grossi, sindaco di santa Cristina -. Non siamo contro i fanghi, i quanto che quel materiale finirebbe negli inceneritori, ma riteniamo che i cittadini devono essere tutelati, visto che in Lombardia si permette l'utilizzo di un centinaio di codici rifiuti».