Cantina, Coldiretti pronta allo strappo

BRONI Coldiretti e Confcooperative pronte allo strappo con "Terre d'Oltrepò" se non saranno confermate le elezioni di fine mese. Sarà decisiva la riunione del Cda della Cantina, in programma lunedì, dove i garanti dei soci Ettore Prandini e Maurizio Ottolini, rispettivamente presidente regionale di Coldiretti e ed ex presidente regionale di Confcooperative, chiederanno al presidente Marco Tambussi e ai consiglieri di tornare sui propri passi e presentarsi dimissionari all'assemblea del 29 giugno, consentendo la convocazione di nuove elezioni. Altrimenti i garanti saranno pronti ad abbandonare il Cda, aprendo la strada a scenari non certo positivi per la cooperativa, non ultimo il commissariamento. Lunedì, così, si ripeterà il copione della riunione di fine aprile, quando Coldiretti e Confcooperative avevano fatto forti pressioni sull'ex presidente Pierluigi Casella perché si dimettesse e avevano strappato al direttorio, che si è formato di conseguenza, la promessa di dimissioni ed elezioni a giugno. Una prospettiva ribaltata l'altra sera, quando il Cda, in una riunione con i soci della Vallescuropasso, ha ribadito che rimarrà in sella e non ci saranno elezioni. «Lunedì Prandini e Ottolini chiederanno al consiglio la conferma delle dimissioni, altrimenti sono pronti all'abbandono – affermano alcuni soci-. La notizia del passo indietro di Tambussi sta creando tensioni e ci auguriamo che i garanti prendano una posizione coerente nell'interesse dei soci e della cantina». Coldiretti, tra l'altro, era già nel pieno della campagna elettorale prima della doccia fredda del ritiro delle dimissioni da parte dei vertici: se passerà la linea delle elezioni l'associazione di categoria è pronta a presentare una lista di nomi per il nuovo consiglio. Secondo lo statuto, infatti, è il Cda che deve approvare tutte le candidature in campo. «La lista è il frutto di alcune riunioni che Coldiretti ha fatto con i suoi associati – aggiungono i soci, alcuni dei quali hanno partecipato a questi incontri -. Se si andasse a votare Coldiretti presenterebbe questi nomi al consiglio». Nei piani di Prandini e dell'associazione, quindi, è necessario dare un segnale di discontinuità, inserendo alcune persone targate Coldiretti nel consiglio della cantina: «Ad oggi, però, sembra che la maggioranza del Cda sia contraria a questa soluzione – concludono i soci – perché vuole mantenere una certa distanza dalla Coldiretti e dal mondo sindacale agricolo». E non è escluso che l'improvviso ripensamento sulle dimissioni sia dovuto anche a questo forte impegno elettorale che Coldiretti sta portando avanti. Oliviero Maggi