Omaggio a Colombo in università

di Linda Lucini wPAVIA «Questo ateneo ha verso Arturo Colombo un debito che non potrà estinguere. Ci proponiamo anzi di approfondirlo, attingendo all'eredità che ci lascia. Per questo gli porgo un ringraziamento autentico». E poi con un poco di commozione il rettore aggiunge: «Gli porgo un grazie autentico e interminabile». Fabio Rugge parla di fronte alla bara coperta di gigli e rose dell'amico, il «maestro degli storici» che a Pavia ha insegnato per mezzo secolo. Accanto la bandiera dell'università listata a lutto. Di fronte tutta le schiera di professori, di intellettuali e soprattutto di amici. C'è Virginio Rognoni, c'è Mino Milani, c'è Gian Paolo Calchi Novati, e poi Giulio Guderzo, Silvio Beretta, Angelo Stella, Elena Signori, Vittorio Poma, Angiolino Stella, ci sono i rettori dei collegi, ci sono i tanti docenti di Scienze politiche. La figlia Chiara li guarda tutti e poi dice: «Mio papà era così speciale anche grazie a voi e al vostro affetto». E l'affetto si sente, lo si ascolta nelle parole di Marina Tesoro, la «scolara» prediletta: «Arturo Colombo è stato maestro non soltanto di scienza, ma anche di vita. Dispensava con infinita generosità e totale disinteresse i suoi talenti, le sue conoscenze, la sua cultura. E trasmetteva al contempo valori (la libertà di pensiero, l'onestà intellettuale) principi (mazzinianamente, la consapevolezza dei diritti e il senso del dovere) regole di comportamento (il rispetto degli altri, l'equilibrio, la correttezza, la pulizia del linguaggio). Si poneva sempre senza alcun sussiego, senza arroganza. Con autorevolezza sì, ma con empatia e sempre sul filo dell'ironia». La moglie Elena e i suoi figli, Augusto, Claudio e Chiara sono commossi. Sono colpiti nel sentire che «Arturo Colombo è stato amato davvero e senza riserve, come non sempre ai maestri riesce di essere». E anche i più compassati tra i docenti vengono toccati dalle parole di Rugge: «È stato uno studioso. È stato autore letto, ascoltato, apprezzato in tutta Italia. E' stato storico di idee e di uomini. Li ha discussi e narrati attraverso ricerche originali e scrupolose. Il professor Colombo ha reso la sua intelligenza, la sua esperienza, il suo carisma cemento della nostra comunità e non strumenti di protagonismo. È stato un uomo di principi. Tra il suo magistero accademico e il suo impegno civile può essere infatti tracciata una retta che non registra né interruzioni né scarti». Quando la bara lascia il cortile Volta l'applauso scatta spontaneo. E viene dal cuore, di tutti.