Di Bella ci ripensa: «No, non smetto»

Un migliaio tra ragazzi e genitori (nella foto dei bambini con Fabio Di Bella) hanno partecipato all'Happy Day della Here You Can, invadendo il palaRavizza dalle 14 alle 20. Sul campo centrale sono stati collocati quattro campi da mini basket e altri ne sono stati messi nella palestra ovest mentre in quella Est c'erano i percorsi per la psicomotricità. «Nonostante il giorno festivo e il brutto tempo sono stati davvero tanti – spiega Paola Di Bella – la nostra scuola di basket ha chiuso con oltre 750 iscritti, da Binasco sino a Pavia». Dai piccolini di 3 anni agli under 18 la Here You Can mobilita una ventina di allenatori. Fra questi ogni anno ne viene premiato uno e ieri è stata la volta di Filippo Franciamore, a cui è stata consegnata una maglietta con un "valore" che il giovane coach porta avanti, cioè l'umiltà. Sono state premiate le due squadre che hanno vinto la gara di tre contro tre: per gli under 18 i Black Jack, cioè Pavone, Albiero e Faina, per l'under 14 i Chewing Gum, Cresta, Parise, Merlino e Barraco. Un premio speciale è stato consegnato ad Andrea Gbessou, classe 2003: i Fratelli Della Fiore gli consentiranno il prossimo anno di seguire il corso di basket gratuitamente. «Abbiamo due squadre di papà – aggiunge Paola – già da tre anni, si allenano due o tre volte alla settimana e poi vestono la maglia Here You Can. Nel corso della giornata abbiamo pensato ai genitori, creando tre seminari, con un sommelier, un cake design e un nail artist».PAVIA La prima notizia è che Fabio Di Bella, 37 anni, continuerà a giocare. La seconda che non lo farà più a Mantova. E se fosse a Tortona? «Abbiamo disputato una stagione favolosa e io ho deciso di continuare – risponde Di Bella – dove? Vedremo. E' vero che lo scorso anno avevo paventato la possibilità che questo fosse il mio ultimo anno, ma sono avvenuti due fatti che mi hanno permesso di ritrovare orgoglio ed entusiasmo. La prima è che sono diventato papà di Teodora, la seconda è che ho dimostrato a me stesso e a tutto il mondo cestistico che posso ancora dire alla mia. Essere il play di Mantova che è stata tutta la stagione davanti a tutti, nelle prime quattro posizioni, significa che posso ancora giocare ad alti livelli. Peccato solo per il finale di stagione, dove forse siamo arrivati un po' stanchi, anche se siamo usciti dai play off davvero per pochi punti». Non calcherà però più il parquet mantovano. «Avevo un contratto annuale che è scaduto – afferma il pavese – oramai non si fanno più contratti che vanno oltre a una stagione, forse capita ancora in A1 ma nelle altre serie non è così. Ho delle opzioni e deciderò per il meglio». Offerte Fabio ne ha ricevute, ma non svela le sue carte, anche se si dice che possa seguire Alberto Martelossi, che pare abbia ricevuto offerte da Pistoia ma anche da Tortona. «Vedremo – afferma Di Bella – vero che nelle ultime tre stagioni ho giocato per due anni in squadre allenate da Alberto, ma potrebbe anche non accadere più». Fra le richieste pervenute, però, Dibo mette in cima quelle che non lo portano lontano da Siziano e dalla Here You Can, la società che ha fondato suo padre Aldo e che rappresenta il futuro per l'ex play della nazionale nato a Siziano. «Giornate come queste rafforzano le mie scelte – sottolinea Fabio – il clou è stato il lancio dei palloncini perché per me ha un valore simbolico fortissimo ed è avvenuto appena prima del temporale e dunque è stato molto suggestivo. L'entusiasmo che si è respirato durante tutta la giornata fa bene alla scuola, ai ragazzi e anche a me, perché mi danno la forza per continuare a giocare ma anche per non stare lontano dalla Here You Can. Ho vacillato quando è morto mio padre, mi sembrava di non avere più l'entusiasmo di un tempo. L'ho ritrovato la scorsa stagione a Legnano e ora con l'arrivo di Teodora e la crescita della nostra scuola di basket è aumentato». Il sogno di una squadra unica a Pavia è lontano, ma Di Bella potrebbe essere l'uomo giusto per costruire il futuro, dentro e fuori dal campo. Maurizio Scorbati