Spese allegre, tre anni e 4 mesi Filippi Jr
Il risarcimento complessivo per Asm Lavori e Asm Pavia sarà deciso in una causa civile. Il giudice ha disposto che Luca Filippi (nella foto) versi una provvisionale di 20mila euro, affidando al giudice civile una più precisa quantificazione del danno. «Siamo soddisfatti – dice l'avvocato Gianluigi Tizzoni –. La costituzione era finalizzata a vedere riconosciuto il danno provocato alle società». La richiesta di risarcimento della parte civile resta più alta: 220 mila euro per Asm Lavori (170mila sarebbero i danni patrimoniali, cifra che si ottiene sommando le voci contestate dalla procura per il peculato e la corruzione) e 50mila euro il danno di immagine. Per Asm Pavia, invece, erano stati chiesti 50mila euro per il danno di immagine. Richieste che, ora, il legale farà valere davanti al giudice civile.di Maria Fiore wPAVIA La carta di credito dell'azienda usata per spese personali e richieste di percentuali sui lavori e su alcuni contratti di consulenza. Il giudice Luisella Perulli ha ritenuto valido l'impianto dell'accusa e ieri mattina ha condannato Luca Filippi, 45 anni, presidente di Asm Lavori fino al 2013, a 3 anni e 4 mesi di carcere per peculato, corruzione e induzione indebita a dare e promettere utilità. Per queste stesse contestazioni il pubblico ministero Paolo Mazza aveva chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi. Il giudice, che ha di poco alleggerito la pena, ha anche deciso l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, mentre per un anno Luca Filippi non potrà contrattare con la pubblica amministrazione. Disposto anche un "acconto" di 20mila euro per Asm Pavia ed Asm Lavori, parte civile con l'avvocato Gianluigi Tizzoni. La provvisionale è «immediatamente esecutiva» e questo significa che Filippi jr dovrebbe versarla subito alla società di cui è stato presidente e anche ad Asm Pavia, che dalla vicenda, secondo i legali, avrebbe avuto un «grave danno di immagine». Luca Filippi, che poche settimane fa aveva ottenuto la scarcerazione per il suo presunto coinvolgimento nella sparizione di 1,8 milioni di euro dalle casse di Asm Pavia, ieri non era presente alla lettura della sentenza. «Faremo appello», si è limitata a dichiarare il suo avvocato, Alessandra Stefano, all'uscita dall'aula dove si è svolto il processo in abbreviato. Per le motivazioni del verdetto bisognerà attendere, ma è evidente che il giudice ha considerato fondate le contestazioni della procura. La principale riguarda l'uso della carta di credito per spese slegate dall'attività di Asm Lavori e quindi personali, come cene in alberghi di lusso, alberghi e vacanze. Ma Filippi jr avrebbe anche indotto l'imprenditore Pierangelo Scariato (che per questa vicenda ha patteggiato) a versare il 10% dell'importo di alcuni lavori, per una cifra di 66.290 euro, eseguiti tra gennaio 2011 e marzo 2012. Infine, le consulenze: Filippi jr avrebbe indotto alcuni collaboratori, assunti con contratti di consulenza, a corrispondergli parte della retribuzione, ricambiando a sua volta con retribuzioni gonfiate rispetto agli importi fissati dai contratti.