Biomasse, Area Impianti replica
CONFIENZA Area Impianti, la società di Padova proprietaria della centrale a legna di via Vespolate a Confienza, annuncia battaglia contro il Gse (l'ente parastatale che eroga contributi per la produzione di energia da fonti rinnovabili) in merito alla sospensione dei pagamenti per via dell'indagine in corso sull'impianto di Confienza: «La centrale è stata fermata, anche se era legittimata a continuare la sua attività, per il provvedimento del Gse che la priva degli incentivi rendendo la gestione dell'impianto di fatto insostenibile – spiega l'amministratore delegato Angelo Marcolin – II provvedimento è considerato da Area Impianti quantomeno temerario mancando qualsivoglia prova che quel materiale sequestrato,in attesa di verifiche e analisi, sia da considerarsi non conforme a quello autorizzato. L'azienda si riserva di chiedere i danni al Gse». Problemi che, secondo la società che ha realizzato l'impianto, stanno portando ad un fermo della centrale, messa in vendita da Area Impianti, con quattro posti di lavoro a rischio. La vicenda di Confienza parte da un accertamento sulle materie utilizzate nella centrale lomellina. Il Corpo forestale dello Stato aveva sequestrato 270 tonnellate di biomassa ritenuta non "vergine" e quindi non conforme a bruciare nell'impianto di Confienza. I gestori replicano a questo sospetto relativo alla materia prima: «Abbiamo chiesto un accertamento tecnico preventivo al tribunale di Pavia perché sia riconosciuto a quelle 270 tonnellate il legittimo titolo di biomassa vergine. Nel 2015 abbiamo spese per la biomassa vergine 782mila euro, nel 2014 938mila e cifre analoghe negli anni precedenti: il tutto da venditori autorizzati– è evidente quindi che si tratta di biomassa vergine e non di rifiuti». (s.b.)