Il patto con Fabio Aru per l’oro olimpico
MILANO E adesso? Cosa farà il vincitore del Giro d'Italia? Andrà in Francia a giocarsi le sue carte con un occhio alla preparazione Olimpica oppure si metterà a disposizione di Fabio Aru, il talento dell'Astana che, mentre lui vinceva la seconda corsa rosa, si allenava come un matto in altura al Sestriere? Ieri Nibali, interpellato da Radio 24 non ha fatto altro che ribadire quanto detto negli ultimi giorni al Giro. «L'Astana ha un corridore molto forte come Fabio Aru che sta preparando la Grande Boucle, io correrò il Tour per aiutarlo e preparare al meglio le Olimpiadi, il mio secondo grande obiettivo stagionale». Lo Squalo a gennaio, prima di correre in Argentina, era volato in Brasile proprio assieme al compagno-rivale per studiare metro dopo metro il tracciato olimpico. Ed era tornato con una convinzione: il 6 agosto, due settimane dopo la fine del Tour, potrà giocarsi la medaglia d'oro tra quelle salite, discese impegnative intervallate anche da tratti in pavè e con l'insidia del vento (si corre accanto all'Oceano per diversi tratti) oltre che della pioggia. Per vincere però il campione siciliano, naturale capitano della squadra non foss'altro per come nel 2015 ha dominato una classica dura come il Lombardia, avrà bisogno d'una squadra italiana tutta per lui. Quattro corridori disposti a sacrificarsi. Potrebbe esserlo Aru senza aver ricevuto l'aiuto di Nibali al Tour per inserirsi nell'annunciata resa dei conti tra Froome (Sky), Quintana (Movisatr) e Contador (Tinkoff)? Insomma, lo ha ribadito anche il ct Davide Cassani: l'ideale avvicinamento del vincitore del Giro alla prova olimpica sarà una Grande Boucle corsa senza le pressioni di classifica e con la possibilità di vincere un paio di tappe. Gli altri pretoriani di Nibali: Diego Ulissi (Lampre), con le prestazioni alla corsa rosa si è formalmente candidato a un ruolo da protagonista a Rio dichiarando già di essere prontissimo a fare da spalla al capitano. Diego Rosa dell'Astana sarà nel team di Aru al Tour e uscirà con la condizione giusta. Poi nel giro che conta ci sono Alessandro De Marchi (Bmc), al Giro frenato da una bronchite ma "infiltrato" ideale di Nibali nelle fughe da lontano e Giovanni Visconti (Movistar), positivo alla corsa rosa. Un quintetto da cui, a meno di sorprese nel prossimo mese, uscirà il poker che affiancherà e sosterrà la caccia all'oro dello Squalo. Poi Nibali potrà anche salutare, da buon amico, l'Astana e tuffarsi nel progetto Bahrein con il suo gruppo storico, da Scarponi ad Agnoli fino al preparatore Slongo e al massaggiatore Pallini. A Torino domenica il sorriso del manager del campione siciliano Alex Carera è stato più che un indizio verso la pista araba. (a. s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA