Centri commerciali 1.500 lavoratori incrociano le braccia
Lo sciopero è stato indetto dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per il rinnovo del contratto, fermo da tre anni. Federdistribuzione, spiegano dalle organizzazioni sindacali, ha deciso di non applicare il contratto firmato invece da Confcommercio. I lavoratori protestano contro la volontà di tagliare i permessi e rivedere le malattie e il Tfr. Le trattative si sono interrotte dopo due anni.di Donatella Zorzetto e Stefania Prato wPAVIA Adesione con picchi del 40% cento allo sciopero nazionale dei lavoratori della grande distribuzione, 1.500 in tutta la provincia di Pavia. Davanti al Bennet di San Martino, maglia nera per numero di personale che ha incrociato le braccia, ieri mattina si sono ritrovati oltre cento addetti. Fischetti, striscioni, bandiere hanno accolto chi ha programmato la spesa e lo shopping settimanale. «Sono numeri che ci soddisfano e in alcune catene l'adesione è stata significativa – dice Gildo Comerci, Fisascat Cisl –. Auspichiamo che Federdistribuzione faccia un importante passo avanti e firmi il contratto nazionale bloccato da ormai tre anni dando dignità ai propri dipendenti che con la scusa della crisi e della contrazione dei fatturati stanno pagando le perdite delle aziende della distribuzione organizzata». L'adesione maggiore si è registrata al Carrefour, centro commerciale nel quale il 40% ha aderito allo sciopero. Esselunga, invece, si è fermata alla soglia del 20%. Fanalino di coda, nella classifica delle adesioni alla manifestazione, si è rivelato il Bennet per numero di addetti che hanno partecipato alla protesta. «Certo, dispiace perdere una giornata di lavoro – sottolinea Tommaso Vitale, di Filcams Cgil –. Ma è migliorato il dato rispetto ai precedenti due scioperi e in alcuni punti vendita, come il Carrefour di Vigevano, si è raggiunto il 40%. C'è la consapevolezza che bisogna battersi per assicurare diritti a questa categoria di lavoratori e garantire loro le tutele necessarie». «Le condizioni proposte finora sono inaccettabili – aggiunge Domenico Ciccone della Uiltucs –si vuole incidere sui lavoratori, penalizzandoli fortemente». Marco Mastroemi lavora al Carrefour sulla Vigentina. Lui non ha scioperato ma approva in pieno i motivi della protesta: «Si vuole arrivare a ridimensionare il diritto alle malattie, togliere le maggiorazioni su straordinari e festività, utilizzare i lavoratori interinali – afferma –. Siamo preoccupati per il nostro futuro, si parla di flessibilità negli orari e di demansionamento». «Non abbiano registrato alcuna adesione allo sciopero», spiega invece uno dei dirigenti del Bennet di San Martino. Mentre, nei negozi in galleria, molte sono le dipendenti del tutto inconsapevoli dello sciopero e delle motivazioni che l'hanno generato. «Contratto? Non so a cosa si stia riferendo – spiega Anna S., commessa in un negozio di abbigliamento al Bennet –. No, non ero al corrente dello sciopero che stanno facendo gli addetti del supermercato. Ho sentito di un banchetto organizzato stamane (ieri mattina per chi legge ndr), qui davanti, ma non so cosa sia successo».