Firmato il patto tra i medici di base
VIGEVANO Uniti per fare rete, per condividere esperienze e conoscenze: questi sono i punti principali che hanno portato alla costituzione dell'Associazione Medici di Famiglia di Vigevano e Lomellina. Ieri mattina, nella Sala convegni della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza in Piazza Ducale, si è tenuta la presentazione ufficiale. «Era un'esigenza fondamentale – ha detto Giorgio Rubino, presidente dell'associazione – riunirsi e confrontarci, sia tra medici di famiglia, che con i colleghi ospedalieri. La nostra zona intesa come Vigevano e la Lomellina, da anni si trova a lottare, disgregata, contro una crisi senza precedenti. E noi, medici di famiglia, ci troviamo ad affrontare tutte le difficoltà che devono affrontare i nostri pazienti. C'è tanto lavoro da fare». L'organigramma dell'associazione prevede il dottor Antonmaria Mussini quale responsabile dell'area scientifica, il dottor Carmelo Tindiglia a capo dell'area definita "politica sanitaria" e, infine, il dottor Giorgio Rubino al timone del gruppo territorio «ovvero cosa non va e cosa si può modificare». «Se riusciremo a condividere tutto questo - ha aggiunto il dottor Eugenio Gandolfi, di Mortara – ci guadagneremo, in salute, tutti. Oggi è impensabile un sistema socio sanitario frammentato. Dobbiamo riportare la persona al centro della sanità. Troverò il modo di coinvolgere anche i medici di Mortara». Anche il sindaco Andrea Sala, l'assessore alle politiche sociali Maria Antonietta Moreschi, il vescovo Maurizio Gervasoni ed il presidente dell'Ordine dei Medici di Pavia, Giovanni Belloni hanno sottolineato l'importanza di questa associazione e di come sia fondamentale fare rete tra istituzioni, medici di famiglia, medici ospedalieri e assistenti sociali. «L'ordine dei medici – ha sottolineato Belloni – è a vostra disposizionei». «Ho sempre pensato – ha concluso Moreschi – che l'unione dei medici avrebbe fatto la differenza. Facciamo incontri mensili, cadenziati. Sperando che si aggreghi anche tutta la Lomellina. Io mi farò carico di coinvolgere l'Asst e l'Ats (ex azienda ospedaliera ed ex Asl)». Il primo nodo da sciogliere, e quindi una delle prime voci sull'agenda della neonata associazione, è la «stasi decisionale che ha messo in difficoltà l'Ospedale Civile di Vigevano per la mancanza di personale che affligge diversi reparti e per la mancanza di investimenti». «Chiederemo un incontro in Regione – ha poi dichiarato Tindiglia al termine della presentazione – in cui, vista questa continua assenza di informazioni, chiederemo di vedere le carte. Sul tavolo ci sono nodi urgenti da sciogliere, quali emodinamica cardiologica e vascolare con estensione dei servizi sulle 24 ore, poi la questione, ovvero l'accreditamento, di Ostetricia e Ginecologia». Selvaggia Bovani