Fanghi, protesta non stop «Saliremo sui campanili»
La ditta Ecotrass di Carvico (Bergamo) ha presentato un progetto per la realizzazione di un impiantodi trattamento di fanghi destinati all'agricoltura. L'impianto dovrebbe sorgere a Mortara su un terreno di circa 20mila metri quadri in area Cipal (Consorzio per lo sviluppo industriale dell'alta Lomellina). Il progetto inziale prevedeva la produzione annua di 60mila tonnellate di fanghi, ma Durante la seconda conferenza dei servizi, riunione in cui si decide o meno l'avviamento del procedimento, si era parlato anche di una possibile riduzione a 27mila tonnellate. «Ma non ci basta comunque - dicono gli ambientalisti – quell'impianto non lo vogliamo».di Lorella Gualco wPAVIA La protesta anti-fanghi non si ferma e non si fermerà anche se arriverà il "sì" all'impianto della ditta Ecotrass. Ieri mattina il comitato "No fanghi in Lomellina" ha srotolato gli striscioni a Pavia, davanti alla sede dell'amministrazione provinciale, ma è pronto a mobilitarsi ad oltranza, anche se domani la Conferenza dei servizi darà il via libera al progetto di trattamento fanghi nell'area Cipal di Mortara. E dopo essere scesi in piazza, c'è chi è pronto anche a salire sui campanili. «Lo facciamo per i nostri figli - dice Luigi Zanetti - se arriverà l'ok all'impianto, siamo pronti a salire sui campanili e a bloccare le statali. Vado in galera, ma questo progetto non deve passare». Ma l'impressione diffusa è che, domani, il progetto avrà disco verde. Il movimento "No Ecotrass" però non pensa di essere all'ultima spiaggia. «Niente è perduto – interviene Piero Gabriele Pezzoli –. Domani si conclude l'iter tecnico-burocratico, ma, se anche il progetto fosse autorizzato, la palla passerà alla politica. Sarà la Provincia a decidere se porre o meno la firma definitiva. Per questo la nostra battaglia non finirà. Infatti, il problema è politico e la politica deve smettere di calpestare la volontà dei cittadini, soprattutto quando si tratta della nostra salute». I numeri della mobilitazione contro lo spandimento di fanghi in agricoltura sono lontani dagli ottomila del raduno anti-pirolisi di Retorbido, ma il gruppo di attivisti e cittadini arrivati ieri a Pavia dalla Lomellina è l'avanguardia molto determinata di un movimento che ha raccolto oltre mille firme, impresse sugli striscioni, su cui si leggevano anche gli slogan "No Ecotrass" e "Politici svegliatevi". «Fino a quando la regione autorizzerà l'iter per lo spandimento di fanghi – aggiunge Teresio Forti – noi saremo costretti a manifestare perchè abbiamo solo questa arma. E' vero che il movimento di opinione creato a Retorbido non ha riscontri, purtroppo, in Lomellina. Magari bisognerà riflettere e cercare di coinvolgere più persone, ma noi non siamo rassegnati e saremo presenti alla conferenza di servizi, anche se una legge recente vieta di prendere la parola ai portatori di interessi diffusi». La parola del movimento è quella gridata ieri nei megafoni. «Regione e Provincia puntano tanto sul richiamo turistico della via Francigena – fa notare Sandra Pianca– ma cosa diranno della Lomellina e del nostro riso i tanti turisti, soprattutto stranieri, che attraverseranno i nostri campi rischiando di essere soffocati dall'odore dei fanghi? Anche le prospettive di uno sviluppo turistico, in questo modo, vengono compomesse. Un territorio inquinato danneggia l'intera economia. E che dire del silenzio delle associazione agricole? Perchè non intervengono e non sostengono i giovani agricoltori che coltivano con metodi naturali, senza concimi chimici?». «Stanno infierendo sulla Lomellina – aggiunge Anna Crotti – il 50% dei fanghi lombardi viene smaltito in provincia di Pavia e il 20% in Lomellina. Sono aumentati i tumori e le malattie respiratorie in una zona satura di impianti inquinanti. Quindi a chi dice che noi difendiamo solo il nostro orticello, rispondo che noi difendiamo la salute di tutti».