Amianto, dossier Cava in Regione

CAVA MANARA I tecnici di Regione Lombardia ora dovranno valutare il pacchetto di osservazioni e di richieste presentate dai sette sindaci del Pavese che stanno dando battaglia contro la discarica di cemento amianto. Osservazioni presentate nell'incontro di martedì. I primi cittadini di Cava Manara, San Martino, Travacò, Sommo, Zinasco, Carbonara e Villanova hanno chiesto la Valutazione d'impatto sanitario, lo studio epidemiologico nell'area dove si vorrebbe far nascere l'impianto. Tutti i centri, anche i più piccoli, hanno presentato rilievi che, raccontano, avrebbero messo in difficoltà Regione e proponente. Da una viabilità inidonea, come ha sollevato San Martino, fino alla questione vento. Perché Sommo ha fatto notare che il progetto prevede la chiusura della discarica quando la velocità del vento è superiore ai 20 chilometri orari, cioè 6 metri al secondo. «In questo caso - spiega il sindaco Paola Ferrari - l'impianto si deve chiudere e non si possono effettuareconferimenti di materiali. Questo conferma l'ipotesi che le lavorazioni effettuate all'interno del sito comportino formazione di polveri che con il vento si disperderebbero nell'aria. Una situazione che ci fa pensare che sussista il rischio reale che durante il processo produttivo si verifichino dispersioni di polveri che temiamo possano contenere fibre di amianto». Altra questione sollevata da Sommo riguarda le acque meteoriche. «L'acqua delle piogge viene convogliata all'interno dell'impianto e raccolta in vasche di decantazione - spiega Ferrari -. Le polveri e i fanghi che si depongono nel fondo vengono raccolti e smaltititi come rifiuti speciali e questo fa supporre che si concentrino sostanze nocive». Eccezioni sollevate «perché riteniamo che l'impianto possa mettere a rischio salute e ambiente». «Sono parecchi i fattori che ci lasciano perplessi - continua Ferrari -. Non si tratta di un impianto comune di smaltimento dei rifiuti speciali ma probabilmente qualcosa di più pericoloso. Per questo abbiamo chiesto la Vis. La Regione ci è sembrata restia ad autorizzare uno studio che finirebbe per cristallizzare la situazione con dati non aleatori che permetterebbero di conoscere i rischi e di adottare le misure necessarie per difendersi. Speriamo che autorizzi la Valutazione d'impatto sanitario perché costituirebbe una garanzia per la salute dei cittadini e dell'ambiente, in caso di autorizzazione dell'impianto. E permetterebbe anche di far cessare le preoccupazioni nei confronti dell'impianto». Vanno quindi avanti con caparbietà i sindaci per fermare il progetto. «Organizzeremo una serie di incontri per informare i cittadini. Il prossimo sarà a San Martino - fa sapere il sindaco di Cava Manara Michele Pini -. Il nostro obiettivo è quello di far notare le conseguenze di politiche ambientali sbagliate. E non possiamo farci incantare dall'eventualità che nella discarica venga smaltito il nostro amianto gratuitamente. Esiste piuttosto il rischio di portare qui l'amianto di tutta Italia». (st.pr.)