La Regione a Iet: fate altrove l’impianto
di Roberto Lodigiani wRETORBIDO Dopo la delibera «salva Staffora», la Regione consiglia a Iet di valutare la possibilità di realizzare altrove l'impianto di pirolisi, rinunciando all'opzione Retorbido, visto che il via libera al criterio escludente che impedisce la realizzazione di siti industriali lungo il torrente (con la salvaguardia del «corridoio ecologico») sembra lasciare pochi margini all'approvazione del progetto. Un invito, ufficioso, da dietro le quinte. La risposta, ufficiale, dell'assessore all'ambiente, Claudia Terzi (Lega) al dirigente di Italiana Energetica Tire, Silvio Arrivabene, sottolinea che «la decisione finale sulla sostenibilità dell'impianto spetta solo ai tecnici. Se un impianto ha tutte le carte in regola allora può trovare accoglimento, in caso contrario la priorità rimangono la salute dei nostri cittadini e l'ambiente lombardo. Questo nel segno della massima trasparenza per tutti. Forse qualcuno è abituato alla vecchia politica dove certe decisioni si prendevano su tavoli diversi da quelli tecnici. Ma in Regione Lombardia non è così. La Iet ha fatto una richiesta che la Regione ha avuto e ha l'obbligo di istruire. Nessuno può pretendere di avere rassicurazioni tecniche o politiche in anticipo su quelle che saranno le decisioni finali. Per lo meno non qui. Io e Maroni – conclude Terzi a proposito della delibera varata lunedì – abbiamo raccolto le numerose segnalazioni di criticità emerse dal territorio e, dove possibile e fondate, le abbiamo trasfuse in atti di nostra competenza di cui ci assumiamo la responsabilità». Iet, comunque, non ha alcuna intenzione di mollare la presa. E dopo la manifestazione degli 8mila di domenica, torna in campo per sostenere che «l'impianto di pirolisi non è un inceneritore. L'inceneritore brucia energia, il nostro impianto ha come fine primo e prevalente quello di recuperare materia prima destinata alla vendita». Punto numero due: «La localizzazione non è stata scelta in modo arbitrario, ma è frutto di un processo condiviso e pubblico». Iet pone poi l'accento sul fatto che l'iter è iniziato nel maggio 2014, ma nei 5 mesi successivi «nessun amministratore, funzionario, tecnico ha sollevato perplessità» sul sito all'ex Valdata. Nè sussisteva «contrasto» con i piani provinciali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA