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PAVIA Furini fuori dal coro suona la sveglia n Luigi Furini da Lungavilla non è l'ex candidato sindaco del Pd, non è il consigliere comunale eletto con le preferenze di 144 cittadini pavesi; Luigi Furini non è un giornalista che ha operato nel gruppo "Espresso", autore di libri. Luigi Furini è un pericoloso visionario. Non ha visto che nella ex area dismessa della Snia Viscosa è sorto un centro direzionale di avanguardia; che nell'ex Arsenale oggi opera un centro del tempo libero meta di tutta la Lombardia; che nell'ex area dismessa Necchi l'Università ha creato un nuovo campus; che nella troppo trascurata ex palestra di via Luigi Porta è stato realizzato un nuovo impianto sportivo; che il traffico sulla tangenziale è stato alleviato da un nuovo cavalcavia; che da tempo è stato realizzato un sottopasso per il passaggio a livello del cimitero; che lo stadio è stato completamente ristrutturato e che i proprietari cinesi del Pavia, a fronte dell'investimento comunale hanno portato il Pavia in serie B; che corso Cavour non è più super trafficato e che i pavesi vanno tutti in bicicletta; che gli assessori non litigano più, ma vivono tutti insieme in una comune vegana… Non è così? Le cose stanno diversamente? Allora Luigi Furini da buon kompagno deve tacere; e se proprio non può tacere, almeno deve parlare nelle segreta stanze. I cittadini non devono sapere. "I panni sporchi si lavano in famiglia" dice Lissia, che ha preso la metà dei voti di Furini (84) e che parla dalla cattedra di vicecapogruppo (sic!). Purtroppo, dal mio punto di vista, è vero che Furini abbia fatto un favore alla maggioranza evidenziando non chissà quale segreto mistero ma ciò che appare evidente a tutti, Perché è lì da vedere. Melania Lanave consigliere comunale, Pavia da confienza a pavia Volti, nomi, affetti nel paese dell'infanzia n Sabato è stato il giorno dei Ritorni. Sono trascorsi esattamente 54 anni da quando ho lasciato il paese della mia infanzia: Confienza, in Lomellina. E sabato scorso l'ho rivisto in una giornata ricca di emozioni, sia pure in occasione di una triste funzione. Non nascondo che ho avuto in molti, molti momenti un groppo in gola e le lacrime agli occhi. Quante cose sono cambiate! Vi sono arrivato in auto ad andatura molto lenta: lungo la strada ho rallentato ancora di più quando, a due chilometri dal paese, sono giunto al punto dove, quindicenne, durante una gara in bicicletta, ho fatto una caduta per cui ho ancora la cicatrice sotto il mento! Due grandi stabilimenti-industrie hanno modificato del tutto l'ingresso del paese, ma io lì cercavo la casa di Ugo, l'amico del cuore (chissà che fine ha fatto!): non l'ho ritrovata; entrando ho cercato il negozio del barbiere (papà di Gianmarco, altro mio amico del cuore), il bar del Gavuglio (dove combattevo le mie interminabili partite a calciobalilla), la farmacia, l'edicola... Nulla più come prima. E ho cercato mille altri punti... Tutto cambiato. Tutto diverso. Una cosa è rimasta la stessa: la porta della mia antica casa, in via delle Scuole 2! Che emozione! La prima delle emozioni che si sono poi susseguite, una dopo l'altra sempre più intense. Tra le persone che ho incontrato alla cerimonia cui assistevo, si è avvicinata una persona: "Tu sei Pinuccio!". "Si, sono io: tu chi sei?" "Venivo sempre a casa tua, ascoltavamo Sag Warum: non ricordi?" Rosanna, era Rosanna! Il mio primo, nascosto amore, iniziato quando avevamo io sette, lei sei anni, mai dichiarato, neppure durante l'adolescenza. E mentre, da buoni vecchietti, ci abbracciavamo, un'altra signora mi si avvicinava: "Pinuccio, io abitavo nella trattoria proprio davanti a casa tua!" Dio mio: un bagno di ricordi, di emozioni, di gioie e di sofferenza. Una dietro l'altra. Alla fine ho lasciato tutti con il cuore colmo di nostalgia e mi sono allontanato con le lacrime agli occhi. Prima di abbandonare definitivamente il paese sono andato a trovare la mia balia, meglio, la mia seconda mamma: la Fina, oramai 85enne. Mi ha detto: "Sono contenta che tu sia venuto: ora tu sei importante ed io sono contenta di riabbracciarti prima di morire". Non sono importante, ma lei, e molti di Confienza lo credono. E io stupidamente ho lasciato che lo pensassero: non ho voluto deluderli. Giuseppe Arona Pavia SAN GENESIO Le altre sei vite felici di un gatto salvato nVorrei parlare di buona sanità rivolta agli animali. Mi è accaduto di soccorrere un gatto semi randagio in fin di vita; quando l'ho trovato a terra, incosciente, mi sono precipitata alla clinica veterinaria di San Martino. Dio ha voluto che Leo si salvasse, grazie alla diagnosi precisa, all'intervento e alle terapie mirate. A distanza di quindici giorni, Leo "trotterella" felice e spensierato nel quartiere, godendosi le altre 6 vite che gli restano. Per questo ringrazio di cuore la dottoressa Laura Ferri per la sua preparazione professionale e per l'amorevole delicatezza con cui si accosta agli animali, insieme alla dott.ssa Ambra Capelli, esperta e accurata ecografista. Il mio grazie anche ai dottori Oldani e Garbagnoli per il buon esito dell'intervento; al dottor Negri e agli altri collaboratori che a turno si sono presi cura di Leo. Lettera firmata