Il restauro del «Cantico» curato da un lomellino
SAN GIORGIO Dirige il laboratorio che ha restaurato il "Cantico delle creature" di San Francesco d'Assisi. Don Pierangelo Massetti, 50 anni, originario di San Giorgio, è tornato in Lomellina per ricevere un riconoscimento dai suoi compaesani. Il nome di don Massetti infatti è ormai conosciuto a livello mondiale da quando il sacerdote sangiorgese dirige il laboratorio di restauro di testi dell'abbazia di Praglia, sui colli Euganei sopra Padova. Un'attività che don Pierangelo svolge a Praglia dal 2013, ma in cui era diventato un maestro già prima del trasferimento sui colli padovani. Un laboratorio unico nel suo genere, balzato agli onori delle cronache mondiali a fine 2014 quando sono arrivati 13 manoscritti direttamente da Assisi. Documenti di valore inestimabile perché prelevati dal fondo antico della biblioteca del sacro convento di Assisi, il convento di San Francesco. «Quando ci è stata comunicata la notizia, sapevamo solo che sarebbero arrivati dei manoscritti di eccezionale importanza da Assisi, arrivati a Praglia abbiamo saputo che c'era anche la prima trascrizione conservata del Cantico delle creature – racconta don Massetti – una grande emozione, abbiamo subito sperato di essere all'altezza del compito che ci era stato affidato». I testi francescani dovevano infatti essere restaurati dal laboratorio guidato dal sacerdote originario di San Giorgio, dove lavorano altri due religiosi e due tecnici laici, per essere poi portati al palazzo dell'Onu a New York in esposizione. Francesco avrebbe scritto il Cantico nel 1224, due anni prima di morire: è considerato il primo testo poetico conosciuto in volgare italiano. «I documenti che abbiamo maneggiato rappresentano la prima trascrizione conservata delle sue composizioni: hanno quindi un valore inestimabile per la lingua italiana, la cristianità e tutta l'umanità». Don Pierangelo è tornato a San Giorgio domenica scorsa per essere premiato dal parroco don Mirko Montagnoli durante la festa per i coscritti della classe 1966 (tra cui c'è anche il sindaco Andrea Mora): dopo la messa, pranzo con menu lomellino in un ristorante del paese. C'era anche la maestra elementare dei coscritti che oggi si occupa di storia locale: «Anche se non ho più parenti a San Giorgio, è sempre bello tornarci», ha detto don Pierangelo. Sandro Barberis