Italia, la ricetta di Rifkin

di Gabriella Cerami wROMA «L'Italia deve virare verso il digitale e deve farlo in fretta, cambiando le proprie priorità». Jeremy Rifkin, economista statunitense noto per i suoi numerosi libri sul futuro del cambiamento tecnologico, interviene al forum della Pubblica amministrazione al Palazzo dei Congressi di Roma e descrive il futuro invitando il nostro Paese, «dove c'è molta creatività», ad avere un ruolo da leader nella terza rivoluzione industriale. Ad esempio, osserva, «in Italia avete tante cooperative, non ci sono ancora cooperative energetiche, ma questo sarà il prossimo passo. Ognuno diventerà produttore di elettricità». Quindi, tra qualche decennio, basterà dipingere la parete di casa con una particolare vernice per farne un pannello fotovoltaico e produrre la corrente sufficiente ad alimentare tutti gli elettrodomestici. Non solo. Si produrrà più energia del necessario e si venderà l'avanzo alla compagnia elettrica, ricavandone uno sconto per il car sharing delle auto senza pilota che popoleranno le strade. Proprio i più giovani sarebbero indispensabili, secondo l'economista, per cogliere le opportunità della terza rivoluzione industriale, appunto quella digitale. «Credo che siano necessari molti più ragazzi tra i 18 e i 32 anni in tutte le pubbliche amministrazioni. Noi lo chiamiamo reverse mentoring. I più giovani possono aiutare gli anziani nel digitale», spiega Rifkin che fa un appello per «portare molti più millennials al governo». In platea ad ascoltare l'economista durante l'inaugurazione del Forum ci sono anche il ministro della Pa Marianna Madia, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e protagonisti del mondo dell'economia, delle tecnologie e delle amministrazioni come Tim, Poste Italiane e Microsoft. Tutti riuniti per confrontarsi su riorganizzazione del settore pubblico, innovazione, digitalizzazione del Paese, cultura e identità digitale, e sicurezza. Ma per un mondo che nasce, un altro muore: «Bisognerà risolvere - spiega Rifkin - il problema del crollo dell'industria dell'energia del petrolio e dei fossili. Verranno su tantissime imprese nuove e le grandi vecchie crolleranno». Insomma «stiamo assistendo all'affermazione dell'economia della condivisione e alla battaglia tra il genitore, il capitalismo, e il figlio». Ma ci sono motivi per ben sperare: «Sono ottimista - dice l'esperto - perché i giovani non vogliono più avere la macchina, vogliono avere accesso al car sharing usando lo smartphone». E l'Italia? «Dovete creare una nuova narrativa, abbandonare la vecchia mentalità e andare verso il nuovo mondo. Dimostriamo al resto del mondo cosa è possibile fare in Italia già da domani». Ecco il consiglio che Rifkin dà alla classe dirigente italiana e a tutto il Paese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA