«Poltronai», altre scintille Ercole-Riviezzi

BRONI Clima teso e altro scambio di accuse tra le liste di Cesare Ercole e Antonio Riviezzi. Si arroventa il clima elettorale in vista delle amministrative del prossimo 5 giugno. «Nella nostra lista non ci sono "poltronai" – attacca Ercole – e non è vero che nel nostro programma manca il riferimento alla bonifica dell'area Fibronit», così l'ex deputato del Carroccio risponde alla lista civica "Unione Civica". «Come gruppo – replica la lista dell'attuale vicesindaco – non raccogliamo queste provocazioni ma siamo concentrati sul nostro programma». Intanto questa sera, alle ore 21, a villa Nuova Italia, Ercole terrà un incontro pubblico con la cittadinanza per illustrare le sue scelte in caso di elezione. «Nella nostra lista – dice Ercole - c'è gente che dedica la propria vita al lavoro, quindi prima di accusare la nostra lista di essere formata da gente attaccata alla poltrona ci farei un pensierino». Dura la presa di posizione anche sulla questione della Fibronit: il candidato sindaco ha lasciato la parola a Giuseppina Vinzoni, che alcuni anni fa aveva fondato il Gruppo Facebook "Broni contro l'amianto", poi sciolto prima della sua candidatura. «L'accusa più brutta è quella di non aver trattato l'argomento dell'amianto, - sottolinea la Vinzoni - Cesare Ercole è stato l'unico candidato che mi ha chiesto di entrare in lista, perché per cinque anni ho gestito un gruppo dove abbiamo trattato del tema della bonifica in modo chiaro e trasparente. Non è stato messo nel programma per una scelta condivisa dal candidato sindaco e da tutti i rappresentanti della lista. Non dimentichiamoci che Broni è nei Siti di interesse nazionale (Sin) grazie al nostro candidato sindaco». «Non bisognava strumentalizzare il problema che comunque è ben visibile nel nostro pieghevole, - aggiunge Ercole - forse gli avversari si sono concentrati solo sul programma consegnato in Comune, che elenca solo i grandi temi, ma non entra nel dettaglio. Piuttosto non siamo sicuri di quello che eventualmente troveremo nel bilancio comunale, quindi non possiamo fare promesse inutili, ma rivisiteremo piccole cose che non ci piacciono». Franco Scabrosetti