Riso, vino e Pac: ecco le mosse del ministro

di Fabrizio Guerini wMede Tour elettorale del ministro Maurizio Martina oggi a Mede. Ma, al di là del voto locale, il responsabile delle politiche agricole ha sul tavolo romano questioni che toccano da vicino l'agricoltura pavese. Signor ministro, cresce la volontà di sintonizzare il rapporto agricoltura e ambiente. Quali i prossimi passi? «Siamo al lavoro perché in Italia la sostenibilità sia sempre di più un fattore di competitività. Per questo agricoltura, cura del territorio e rispetto dell'ambiente sono esperienze che si tengono insieme. La legge contro il consumo di suolo va approvata definitivamente». Per fare buona agricoltura servono agricoltori che siano remunerati. Come state intervenendo nei settori in crisi? «È la priorità numero uno: tutelare il reddito di chi vive di agricoltura e allevamento. Siamo intervenuti sulla leva fiscale tagliando le tasse e cancellando Irap e Imu agricola. Da sole valgono 600 milioni. Poi stiamo lavorando sulle singole filiere. Ci aspettiamo azioni più forti dall'Europa». Cosa servirebbe? «Più decisioni europee, più capacità di intervento immediato. Servono risposte vere alle aziende. Troppo spesso sono i singoli Stati a dover sopperire, ma davanti al mercato globale non basta. Le fluttuazioni dei prezzi sono determinate da variabili sovranazionali». Pavia, provincia risicola. A che punto è la vicenda della clausola di salvaguardia che dovrebbe frenare l'importazione di riso indica dal Sud Est asiatico? «Questo è un esempio di quello che dicevo. Abbiamo presentato già da settimane il dossier che analizza l'impatto delle importazioni e i danni al nostro riso. Lo abbiamo ribadito ai tecnici della Commissione che nei giorni scorsi sono stati a Castello d'Agogna. Ora ci aspettiamo di più dalla Commissione Ue, perché le risposte arrivate fino ad ora sono insoddisfacenti». Questione Pac, in provincia di Pavia si registrano ritardi nei pagamenti. Il governo come intende affrontare le attese degli agricoltori nei confronti della Regione che dovregge gestire la pratica ? «Siamo consapevoli delle difficoltà anche in considerazione del fatto che è il primo pagamento della nuova programmazione. Agea e gli organismi pagatori regionali sono impegnati per recuperare con un cronoprogramma preciso. In Lombardia esiste un organismo pagatore territoriale. Per le nuove domande infine abbiamo ottenuto da Bruxelles un mese in più per la presentazione». Vino. La provincia ha vissuto gli effetti dell'inchiesta che ha coinvolto una grande Cantina sociale. Quali interventi per tutelare meglio la filiera vigna-cantina-territorio? «Bisogna riportare l'Oltrepo al livello che merita, riconquistando la fiducia dei consumatori. Serve un progetto che parta dal massimo rispetto delle regole. Questa è una terra vocata per la produzione di vini di qualità. Il vino italiano ha vinto in questi anni proprio perché si è saputo qualificare, anche attraverso disciplinari attenti a limitare la produzione per migliorare le uve. E' un modello che va seguito». Lavoro nero e caporalato. Si parla di accertamenti più severi. Ci può indicare con quali strategie? «Abbiamo aumentato del 60% i controlli in un anno e stiamo attivando per la nuova campagna di raccolta 15 task force con ispettori del lavoro, carabinieri e forestale nei territori prioritari. Con il Ministro Poletti si stanno studiano piani di accoglienza per gli stagionali. Serve arrivare all'approvazione della legge contro i caporali ora all'esame del Senato. Cosa prevede? «Più strumenti per combattere il caporalato così come la mafia. Prevediamo arresto in flagranza e soprattutto confisca dei beni anche alle imprese che sfruttano i lavoratori».