OltreVoghe, Lino Gaffeo contro i «gufi»

VOGHERA Nei prossimi giorni si chiarirà il futuro societario dell'OltrepoVoghera. Tempo peraltro di programmazione in vista della prossima stagione in serie D, in un girone (se verrà confermato il ligure-piemontese) che si annuncia particolarmente impegnativo, con la presenza di diverse formazioni liguri, storicamente ostiche soprattutto sul proprio campo. Il presidente Lino Gaffeo non ha ancora sciolto le riserve sulle sue intenzioni in vista della prossima stagione, anche se lascia trapelare la volontà di proseguire nel progetto con il club oltrepadano. «Ci riuniremo nei prossimi giorni e valuteremo cosa fare, sui programmi societari, sulla conduzione tecnica e sull'allestimento della squadra. Io di sicuro l'entusiasmo non l'ho perso e non voglio assolutamente abbandonare questa società, ma dopo tre anni è giusto fare qualche riflessione. Mi aspetto che attorno a me ci sia lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare, vorrei vedere la passione della gente e il coinvolgimento di tutto il territorio in questo progetto. Mi piacerebbe che tutti la pensassero come me, altrimenti è giusto fermarsi un attimo a riflettere, anche perché il calcio a Voghera c'era prima di Gaffeo e continuerà ad esserci anche dopo di me». L'imprenditore di Castellazzo Bormida non nasconde la delusione per la presenza in città dei "gufi" legati alla vecchia Voghe che hanno sempre osteggiato la realtà dell'OltrepoVoghera e hanno esposto la loro soddisfazione per la sconfitta in finale di Coppa Italia, anche tramite alcune scritte comparse nei muri in zona stadio: «Questo mi rattrista molto – dichiara Gaffeo – perché il calcio lo facciamo per la città e per il territorio. Vorrei tanto che queste persone si rendessero conto che, remando tutti dalla stessa parte, si potrebbe fare qualcosa di importante. Per me non esiste il Voghera uno o il Voghera due, esiste un modo di fare calcio con passione ed entusiasmo per la gioia della gente. Il calcio deve aggregare e non creare divisioni che non portano a nulla». Sempre nell'ottica della crescita societaria, il patron del club oltrepadano auspica un rafforzamento nei quadri dirigenziali: «Se vogliamo fare dei passi avanti, è necessario che la società diventi più forte e mi auguro che ci possano essere dei nuovi ingressi. L'importante è che si tratti di persone che interpretano il calcio come noi, senza alcun secondo fine o interesse personale. A proposito di novità societarie, mi fa piacere accogliere nel nostro club Enzo Corbo, un amico personale che ci sta aiutando molto nel settore marketing. Ha sempre organizzato eventi e ha deciso di unirsi a noi con grande entusiasmo. Il 4 giugno, grazie a lui, organizzeremo una bellissima festa per il nostro settore giovanile in un locale di Castellar Guidobono, all'interno della serata dedicata alle selezioni per miss Italia». Come succede spesso in questo periodo dell'anno, il nome di Gaffeo viene accostato a parecchie società, soprattutto nella zona piemontese: «Si fa un po' di mercato con il mio nome, questo vuol dire che qualcuno apprezza i valori che ho saputo trasferire nel calcio. Al di là delle risorse economiche, quello che conta principalmente è il profilo umano delle persone». A una settimana di distanza dalla finale di Coppa, persa ai rigori a Firenze, il patron rossonero è ancora seccato per il clima che si respirava in campo, molto lontano dai principi del fair play: «Non mi è piaciuto assolutamente l'atteggiamento della Lega Dilettanti e della dirigenza del Fondi. Nessuno che ci abbia degnato di un complimento al momento delle premiazioni, e non ho nemmeno ricevuto una telefonata. Nello sport ritengo siano necessari più rispetto e correttezza». Alessandro Quaglini