Sfida a Bergamo tra il «sì» e il «no»
di Gabriele Rizzardi wROMA «Tutti abbiate consapevolezza che in Italia non è in ballo il destino di un singolo ma di una comunità». Alla vigilia della presentazione dei comitatti del «sì» e del «no» in tutta Italia, Matteo Renzi torna a parlare del referendum. Lo fa davanti alle telecamere del Tg1: «Gli italiani devono essere fieri che noi non siamo la casta ma in prima linea per cambiare l'Italia». E lo ripete durante la firma di un'intesa per le opere pubbliche nel Lazio con il presidente della Regione, Nicola Zingaretti. «Noi la faccia ce la mettiamo, ci possono accusare di tutto ma non di timidezza» dice il premier, che oggi aprirà ufficialmente la campagna referendaria. ll «sì» e il «no» faranno partire le rispettive campagne lo stesso giorno e nella stessa città: la doppia sfida si terrà a Bergamo dove la mattina Matteo Renzi lancerà le proprie "truppe" mentre nel pomeriggio a farlo sarà il centrodestra. Renzi, che ai banchetti del «sì» farà distribuire dei volantini e un kit con il vademecum per la raccolta delle firme, inaugurerà il primo dei Comitati per il sì costituito da semplici cittadini. Al suo fianco il sindaco Giorgio Gori, renziano della prima ora. La scelta di un feudo leghista, già espugnato da Gori alle amministrative, vuole rappresentare la volontà di cercare consensi tra l'elettorato non del Pd. Per Renzi sarà anche l'occasione di calibrare ulteriormente il messaggio della campagna, puntando sempre più sui contenuti della riforma. Alla vigilia dei primi banchetti per il «sì» Gianni Cuperlo, leader della sinistra dem, lancia un preciso messaggio a Renzi: «ll referendum costituzionale è il congresso del Pd, se si fa finta che non sia così poi il giorno dopo si dirà che si va in quella direzione con un partito che non sarà più facilmente contendibile». E la risposta del premier non si fa attendere: «Ad ottobre si fa un referendum sulla Costituzione e non sul congresso Pd». Ma ad affilare le armi sono soprattutto gli esponenti del «no». E Renato Brunetta (Fi) promette che farà a pezzi la «schiforma» Renzi-Boschi. «Sarà una maratona oratoria durante la quale esprimeremo tutte le nostre riserve, tutti i nostri dubbi, tutte le nostre enormi perplessità in merito a una revisione della Carta fondamentale fatta come peggio non si poteva». Ad agitare le acque non è solo il referendum costituzionale. C'è grande attesa per le comunali e gli ultimi sondaggi indicano il Movimento 5 Stelle in calo e il Pd in crescita. A Roma Giachetti recupera ma Raggi è vincente. A Napoli c'è la riconferma di de Magistris e a Torino quella di Fassino. A Milano la spunta Sala su Parisi. A Bologna Merola potrebbe essere eletto senza passare neanche dal ballottaggio. Sono questi i risultati di un sondaggio di Demos per Repubblica. A Roma Virginia Raggi è ancora la candidata sindaco più votata (30,5) e il M5S la lista preferita dalla maggioranza relativa degli elettori (32,2). Al secondo posto c'è Roberto Giachetti, al 24,5 (il Pd che lo sostiene è al 22,3). A seguire Giorgia Meloni (Fdl e Lega) al 23,1. Sarebbe lontano dal ballottaggio Alfio Marchini (Fi, La Destra, lista Marchini). Nonostante le vicissitudini con i tribunali amministrativi, il candidato della sinistra Stefano Fassina raggiungerebbe l'8,1%. ©RIPRODUZIONE RISERVATASfid