Liberati i coniugi della maxi truffa
ROBBIO Il tribunale di Firenze ha concesso la revoca degli arresti domiciliari per l'imprenditore robbiese Massimo Savini ed la moglie Gabriella Ruggia. I due coniugi sono stati arrestati lo scorso 18 febbraio insieme a due commercialisti e a un operatore del settore di facchinaggio di Firenze per una presunta maxi frode fiscale. In questi giorni Massimo Savini è stato sentito per la prima volta, con un interrogatorio durato circa tre ore, dalla procura di Firenze, che ne aveva ordinato l'arresto dei due robbiesi. Savini, imprenditore da anni attivo insieme alla moglie nel settore della logistica con un'azienda principale nella vicina Vercelli, ha parlato con gli inquirenti del tribunale fiorentino di alcuni degli aspetti dell'indagine a carico suo e della moglie, elementi che hanno indotto il tribunale a concedere quindi la scarcerazione a Massimo Savini e Gabriella Ruggia. La revoca dei domiciliari non significa che il processo per la presunta frode non si farà, significa solo che Savini e la moglie resteranno liberi, in attesa del processo. Gli inquirenti di Firenze accusano i due coniugi-imprenditori di Robbio di essere stati dal 2006 al 2014 la mente di una sistema intricato di società e consorzi sparsi in mezza Italia per generare fatture ritenute false dalla procura. Fatture che quindi, secondo l'accusa, avrebbero sottratto al fisco ricavi per 44 milioni di euro, Iva per circa 22 milioni e altri debiti fiscali per 5,5 milioni. In tutto gli indagati a vario titolo sono 14. Tra le accuse dell'inchiesta ci sono l'associazione a delinquere finalizzata a frodare il fisco, l'evasione fiscale, l'omessa dichiarazione dei redditi, l'omesso pagamento delle imposte, la distruzione di documenti contabili, l'emissione di fatture false. (s.bar.)