Cinque schede per le elezioni

PAVIA Il "voto ponderato" è una delle novità più singolari introdotte dalla riforma che cancella le province e le sostituisce con gli enti di area vasta. In provincia di Pavia, gli elettori (sindaci e consiglieri comunali) avranno a disposizione schede di cinque colori diversi a seconda del numero di residenti del rispettivo Comune. Così, chi amministra un centro fino a 3mila abitanti voterà su una scheda azzurra, fra i 3 mila e i 5mila su una scheda gialla, fra i 5mila e i 10mila su una scheda grigia, fra i 10mila e i 30mila su una scheda rossa e, infine, fra i 30mila e i 100mila su una scheda verde. Non si tratta solo di un vezzo cromatico. La riforma, infatti, prevede che il voto di chi vive in un Comune meno popoloso abbia un peso specifico inferiore rispetto a quello di chi viene da un centro più grande. Il concetto di voto ponderato risiede tutto qui, con sindaci e consiglieri comunali di centri come Pavia, Vigevano o Mortara destinati ad avere un peso diverso rispetto ai Comuni più piccoli. Tra l'altro, questo comporta anche un'altra conseguenza. Se già è difficile comprendere quale sarà il nuovo assetto istituzionale della Provincia, infatti, per gli esponenti politici diventa un'impresa al limite del sovrumano comprendere come saranno rappresentati i partiti nel nuovo consiglio e, di conseguenza, come preparare le liste da presentare. Il motivo è molto semplice. La maggioranza dei Comuni che compongono la Provincia di Pavia è composta da centri con poche migliaia di residenti. Da tempo immemore, nei paesi più piccoli valgono decisamente più le liste civiche che non i tradizionali schieramenti tra destra e sinistra. In un centro di duemila anime, per dire, nella stessa giunta possono benissimo convivere persone che votano per il centrodestra o per il centrosinistra. Un fenomeno che, tra l'altro, è stato esaltato da quanto accaduto negli ultimi anni, con la crisi dei partiti a favore dei movimenti. Questo significa, per le segreterie provinciali, trovarsi di fronte a un quadro altamente fluido. Ed è per questo che, ancora oggi, molti esponenti di partito si trovano ancora disorientati rispetto a un sistema che toglie il voto ai cittadini comuni per darlo a sindaci e consiglieri.