Vino, Casteggio punta su Casa Oltrepo

STRADELLA Risolto il mistero della casa fantasma di via Nazionale. Nei giorni scorsi, alcuni passanti avevano detto di vedere le tapparelle dell'edificio alzarsi o abbassarsi, e pensavano a qualche strana presenza, ma in realtà sono, molto probabilmente, alcuni dipendenti della compagnia elettrica che utilizza ancora l'immobile. La struttura, in passato, era diventato bivacco per senza tetto, tanto che la polizia locale aveva provveduto a murare l'ingresso. Il sospetto era che qualcuno si fosse introdotto abusivamente. «Ho fatto effettuare dei controlli – spiega il sindaco, Piergiorgio Maggi – ma gli agenti non hanno rilevato nulla di anomalo. Probabilmente si tratta dello stesso personale della compagnia elettrica che utilizza ancora la struttura, dove è stoccato del materiale».CASTEGGIO C'è chi dice di seppellire le polemiche e di fare squadra per tutelare l'immagine dell'Oltrepo, ma c'è anche chi invoca trasparenza e rinnovamento. L'inchiesta sulla cantina "Terre d'Oltrepo" continua a fare discutere e si moltiplicano le prese di posizione non solo dei soci, ma anche delle istituzioni. «Da tempo sostengo –spiega il sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari- che il nostro territorio deve smettere di creare spaccature e iniziare a lavorare di comune accordo. A litigare siamo sin troppo bravi, ma per crescere occorre fare squadra. Tutti assieme dobbiamo valorizzare il nostro talento di terra vocata ai vini, alla gastronomia e al turismo e saperci proporre in modo organico e costruttivo». Si riparte da Casa Oltrepo. Un progetto che nasce a Casteggio e i cui primi risultati saranno illustrati a "Oltrefestival", venerdì, alle 18, alla Certosa Cantù, alla presenza dell'assessore regionale Gianni Fava. La Certosa di Casteggio si candida a diventare un punto di aggregazione per i soggetti del mondo enogastronomico locale. Grazie a Casa Oltrepo che vi ha portato le sedi del Consorzio tutela vini Oltrepo Pavese, del Distretto del vino di qualità dell'Oltrepo Pavese, delle Strade dei vini e dei sapori e di Slow food. Secondo Callegari questo potrebbe essere il momento propizio per gettare le basi di una rinascita: «Mi sembra che di recente i toni si siano abbassati. Noi abbiamo messo a disposizione la Certosa Cantù e se davvero riusciremo a far partire una rinascita dell'Oltrepo, allora sarà valsa la pena di tutto il lavoro fatto». Ma la Casa è destinata ad ampliarsi? «Siamo aperti a chiunque possa apportare contributi –precisa Callegari- anche se credo che già ora i soggetti più significativi siano coinvolti. Ovviamente il nostro non sarà un semplice punto di aggregazione, ma un luogo dove lavorare concretamente. Se in futuro dovesse prendere vita l'agenzia per promuovere il territorio di cui si parla da tempo, allora saremmo ben lieti di darle spazio». L'inaugurazione delle sedi avverrà nel più ampio contesto dell'evento OltreFestival, per dare il massimo risalto a questo importante passaggio: «Quest'anno il nostro festival culturale è dedicato al tema dei territori e vedrà ospiti di rilevo come Vittorio Sgarbi. In più ci saranno diversi eventi, tra cui una mostra di pitture e ceramiche». Ma, sul versante della cantina "Terre d'Oltrepo", continua a tenere banco la questione dell'assemblea ordinaria convocata per lunedì 23 maggio, alle 18 nella sala riunioni della cantina: l'incontro voluto con una raccolta firme da 108 soci, per fare il punto sull'inchiesta, avrà valore ordinario e non deliberativo. Nei giorni scorsi, un centinaio di soci, riunitisi a Borgo Priolo, avevano contestato questa scelta. Adesso alle proteste si aggiunge Emilio Bosini, socio dissidente della cantina e membro della neonata Associazione viticoltori dell'Oltrepo Pavese, che intende vigilare sulla cooperativa bronese. «Un'assemblea non deliberativa, non mi sembra una cosa molto regolare – spiega Emilio Bosini – un'assemblea che dovrebbe mettere all'ordine del giorno un punto sull'indagine in corso, ma in cui purtroppo non potrà essere deliberato nulla. Si tenta di vietare all'assemblea, che è sempre sovrana, di prendere una decisione. Poi si continua a dire che il 29 giugno si vota il nuovo Cda, ok d'accordo, ma al momento non si è dimesso ancora nessuno. Intendono farlo veramente o prenderci in giro?. Le dimissioni devono essere date per tempo. Si dimetteranno il 29 e lo stesso giorno facciamo le votazioni? Le dimissioni devono pervenire in anticipo, poi c'è un collegio sindacale che garantisce la funzionalità dell'azienda e predispone le nuove votazioni. Non si può arrivare ancora in carica il giorno stesso del voto. Questa non è la prassi corretta. Riteniamo che manchi la giusta trasparenza che auspichiamo da sempre, dalla nuova presidenza aspettavamo un maggior dialogo, ma non mi sembra che ci sia stato». «Attenzione io non parlo male dell'azienda – conclude Bosini – ma di certi comportamenti che starebbero emergendo». ( a.alf.-f.scab.)