Il dirigente viene da fuori rivolta al Mezzabarba

di Linda Lucini wPAVIA È bufera sulla nomina del dirigente del settore Lavori Pubblici e soprattutto sull'idea di tagliare fuori il personale già in servizio che aspirava a una promozione. Il malumore è molto, c'è chi ha alzato la voce, chi minaccia addirittura di incrociare le braccia, ma per ora ad uscire allo scoperto sul caso è solo Maurizio Poggi (Uil) che ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco e agli assessori ai Lavori Pubblici Fabio Castagna e al Personale Angela Gregorini dicendo apertamente che non condivide la scelta di «nominare per tale incarico un soggetto esterno» bolla tale decisione come «una scelta a priori» e la considera «come uno schiaffo dell'amministrazione alla stima professionale del proprio personale che ha di fatto supplito alla mancanza del dirigente». Non manca l'affondo: «Tale scelta comporterebbe un onere economico maggiore per il Comune con circa 60mila euro di mancato risparmio rispetto a una soluzione interna, permettendo così di effettuare due assunzioni stante il medesimo capitolo di spesa». Il sindaco rimanda tutto al mittente e tra le righe manda un messaggio agli esclusi: «Esprimo personale apprezzamento e stima per il lavoro svolto dal personale dipendente e sono sicuro che tale impegno proseguirà. Nessuno schiaffo nella scelta operata, semplicemente la volontà di portare energia nuova in un settore strategico per l'Amministrazione. Sono sicuro che la persona scelta saprà rispondere a tali aspettative, facendo leva sulla autorevolezza piuttosto che sulla mera autorità». Tutto parte dal pensionamento avvenuto il mese scorso dell'ingegner Francesco Grecchi e dalle 24 candidature presentate per sostituirlo nell'incarico di dirigente. Tra gli aspiranti una dozzina di dipendenti interni, di cui 7 già in servizio ai Lavori Pubblici. Tutti però rimasti senza promozione, visto che le intenzioni del sindaco si sarebbero rivolte verso un professionista arrivato da un Comune dell'hinterland milanese. «Appare strano – scrive Poggi – che nessun dipendente interno sia stato chiamato per i colloqui previsti nel bando (non obbligatori) ma finalizzati ad un approfondimento delle potenzialità dei candidati». «Non si è provveduto ai colloqui data la conoscenza dei candidati e del loro curriculum», ribatte Depaoli che contesta anche il risparmio ottenuto con professionalità interne: «Sarebbe stato un risparmio relativo dovendo comunque corrispondere il compenso di un profilo dirigenziale». Tra l'altro l'incarico da dirigente sarà a tempo, ossia fino al termine del mandato di Depaoli.