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di ENRICO BERTORELLE Puntuale come le rondini a primavera, con l'imminenza di importanti appuntamenti elettorali arriva l'ennesima polemica sulla sicurezza dei cittadini, questa volta con specifico riguardo al tema della legittima difesa. Il 20 aprile la discussione alla Camera in merito alla proposta di riforma della legittima difesa è stata interrotta, e l'esame della modifica è tornato alla Commissione Giustizia. Alla proposta leghista si era affiancato un testo del Pd, giudicato troppo blando dagli alleati del Ncd e quindi, per non dividere l'area governativa, non si è andati al voto preferendo un nuovo e futuro approfondimento in Commissione. I deputati leghisti si sono stracciati le vesti, o meglio hanno indossato in massa la maglietta d'ordinanza, questa volta con la scritta "la difesa è sempre legittima", mentre l'Italia dei Valori (ma quindi esiste ancora?) davanti a Montecitorio faceva propaganda per la propria legge di iniziativa popolare in materia di legittima difesa. L'argomento è succulento perché l'idea che si possa tranquillamente sparare ai ladri, meglio ancora se stranieri, solletica gli istinti di molti, e ad invocare l'autodifesa si guadagnano voti. Questo è il mestiere della Lega e Salvini lo svolge molto bene: molto male fa invece il Pd a inseguire gli ex padani su quel sentiero, quando invece dovrebbe dire che non c'è nulla da riformare, che non è possibile stabilire per legge la dettagliata casistica delle ipotesi nelle quali l'uso delle armi è ammissibile, e che necessariamente spetta ai giudici, caso per caso, stabilire se la difesa è stata legittima o meno. Tra l'altro la Lega, quando era al governo, fece già approvare nel 2006 una riforma potenzialmente devastante, stabilendo per legge che la proporzione tra la difesa e l'offesa è sempre presunta nel caso di aggressione in casa o nei luoghi di lavoro: fortunatamente l'Italia non divenne il far west, anche grazie alle prudenti e garantiste interpretazioni dei giudici. Un governo serio ed autorevole dovrebbe avere la forza di dire ai cittadini: il modello dell'autodifesa e della diffusione delle armi non risolve alcun problema ma al contempo ne crea uno molto più grave. Negli Stati Uniti possedere, portare con se ed usare per difesa le armi da fuoco è un diritto inviolabile, riconosciuto nientemeno che dal famoso secondo emendamento della costituzione; di più, l'autodifesa è un mito fondativo della nazione. Il risultato pratico di tale mito e di tale emendamento, è che negli Usa ci sono oltre 300 milioni di armi possedute dai civili, ma questa è una stima al ribasso vista la facilità con la quale si possono comperare anche senza registrarsi: in media tra gli americani ci sono 100 armi ogni 100 abitanti. E se ognuno ha in casa o nel cassetto dell'auto una pistola, è facile che prima o poi la usi, ed infatti negli Stati Uniti ci sono all'anno oltre 5 omicidi ogni centomila abitanti, ed una popolazione carceraria enorme, pari ad un detenuto ogni cento cittadini. In Italia le armi da fuoco sono solo un milione, quasi esclusivamente armi da caccia o da tiro a volo; gli omicidi sono percentualmente 6/7 volte inferiori agli Usa e i detenuti dieci volte di meno, sempre in proporzione al numero di abitanti (e si consideri che tale proporzione da noi è falsata in eccesso a causa del fatto che in tre intere regioni imperversano le mafie o comunque la criminalità organizzata controlla il territorio, ma questo è un problema diverso, e spero che nemmeno Salvini pensi di risolverlo con la diffusione delle armi tra i cittadini e l'incitamento all'autodifesa). Chiunque è in grado di capire che inseguire tale modello americano (tantissime armi, tanti morti e detenuti, l'autodifesa armata come valore costituzionale) non porta a nulla di buono. Tra l'altro proprio adesso quando, sull'onda emotiva delle ripetute stragi di ragazzi nelle scuole, negli Usa viene messo in discussione il verbo delle lobby dei fabbricanti di armi, e si tenta di regolamentarne l'acquisto. Tra le tante riforme in cantiere, ecco un caso nel quale è auspicabile che la proposta relativa alla legittima difesa si perda nei meandri del Parlamento.