«Basta con i processi di piazza una congiura contro la coop»
BRONI «Basta processi di piazza alla Cantina». Marco Tambussi il presidente pro tempore di Terre, replica ai soci dissidenti: «Il cda si presenta dimissionario all'assemblea di giugno e ha assunto una delibera di piena discontinuità con il passato - afferma - Non possiamo assistere in silenzio alla strumentale campagna di denigrazione ordita ai danni della cantina cooperativa più grande del territorio, una comunità di soci vitivinicoltori che merita di guardare al futuro con una serenità che va ritrovata per il bene di tutti». Basta fango nel ventilatore, è il messaggio di Tambussi che prosegue: «In una fase delicata i cambiamenti non vanno improvvisati ma condivisi e ponderati, essendo la nostra una vasta comunità di soci da cui dipende quasi il 50% della produzione dell'Oltrepo. Sappiamo che ci sono seri problemi da superare e siamo pronti a farlo nell'interesse generale, mettendo però la società al riparo dagli appetiti e da forze esterne che non sembrano affatto avere riguardo di ciò che di buono, in termini di qualità, tecnologia e capacità produttiva, Terre continua a rappresentare». Terre si difende, attaccando. L'amministratore delegato Pier Luigi Casella aggiunge: «Voltar pagina è importante, ma occorre farlo con senso di responsabilità dall'interno. Chi improvvisa processi di piazza e organizza riunioni, perde di vista l'obiettivo, che è continuare a far vitivinicoltura in Oltrepo, un territorio con 13500 ettari di vigneti e oltre 1700 aziende vitivinicole che devono sapere dove portare le uve, già a partire».