GIRO D’ITALIA»SPRINT SENZA STORIA
di Antonio Simeoli wINVIATO A FOLIGNO Sulla Giostra della Quintana sale Andre Greipel (Lotto) che domina lo sprint di gruppo e sorpassa a doppia velocità i due italiani Giacomo Nizzolo (Trek) e Sacha Modolo (Lampre) e ribadisce la supremazia tedesca negli sprint in questa corsa rosa. La Quintana è il palio simbolo di Foligno, si disputa dal Quattrocento due volte l'anno. Due giri del "Campo de li Giochi", una manciata di metri dal rettilineo d'arrivo, e i cavalieri delle dieci contrade della città a cercare di infilzare l'anello della statua di Marte sempre più piccolo. La mira di Greipel è stata perfetta, quella dei velocisti italiani, piccoli piccoli – anche Battaglin (Jumbo), Trentin (Etix), Ruffoni (Bardiani) e Viviani (Sky) ma consola poco - nel confronto con i teutonici, no. Altro che Giro, sembra una partita di Bundesliga. Se ieri Marcel Kittel non ha potuto sfidare il connazionale è stato solo per la sfortuna. Sull'ultima salitella, il valico della Somma, tra Terni a Spoleto, il tedesco della Etixx si era staccato riuscendo poi a riportarsi in gruppo, poi una foratura maledetta. Senza "Ivan Drago" Kittel, "Gorilla" Greipel ha avuto vita facile. È indietro di diverse posizioni, non ha compagni di squadra che lo aiutano, ma riesce da funambolo a prendere la ruota di Modolo e passa tra il trevigiano e Nizzolo a velocità doppia. Bip-Bip e via, quasi avesse uno scooter rispetto agli altri ingobbiti sulle loro bici. Vittoria netta, gol facile (Tor in tedesco), pareggio 2-2 con il connazionale che aveva fatto doppietta in Olanda, e "bella" a Bibione giovedì prossimo? Probabile, anche perché in gioco c'è sempre quella fascia di capitano ai Mondiali in Qatar. «Farò di tutto per averla» ha detto. Gli sprinter italiani con questi big sono piccoli piccoli. «Questione di peso – spiega ai microfoni Rai, Mario Cipollini – I nostri sono pesi medi, con quei due non hanno possibilità». Lampante. Ma lottano, sono sportivi («Greipel è più forte - ha riconosciuto Modolo - non c'è nulla da fare, è troppo più potente di noi») e non hanno gli "aiutini" dell'epoca di Re Leone. Ma la Rai dimentica tutto, basta salire sulla giostra (non della Quintana). La classifica generale? Qualcosa è cambiato. Il giovane Chaves (Orica) ha perso 9", frenato da una caduta in gruppo. Nibali guadagna una posizione nella generale ed è sembrato in corsa più sereno rispetto all'autogol di Roccaraso. Sui sognatori in rosa aleggia da giovedì la crono del Chianti in programma domani. Oggi, però, è bene che i big tengano gli occhi aperti. Prima di Arezzo dovranno scalare l'Alpe di Poti, abbordabile col suo 6,5% di pendenza media. Ma il "trappolone" è in agguato: dopo le punte al 14% sull'erta, che i corridori scaleranno dopo il primo passaggio da Arezzo, ecco lo sterrato. Sei chilometri fino in vetta. Il fango è in agguato, probabilmente pioverà. Ricordate la tappa di Montalcino nel 2010 vinta da Cadel Evans? La maglia rosa Tom Dumoulin (Giant), bella fidanzata Thanee accanto, solito panino al prosciutto in mano e grande disponibilità per foto e autografi con i tifosi, segno d'una grande tranquillità, non si preoccupa: «Lo sterrato è in salita, al massimo ci sporcheremo la faccia di fango», dice chiarendo anche perché non si andato ad allenarsi in altura prima del Giro come tutti i suoi rivali. «Non voglio passare troppo tempo lontano da casa, altrimenti fare il ciclista non sarebbe così bello». Poi sincronizza le lancette per domani. «Voglio vincere la crono, ma Nibali contro il tempo è forte, sarà dura batterlo». @simeoli1972 ©RIPRODUZIONE RISERVATA