Protesta a Vellezzo «Scuola al freddo accendete la caldaia»
Un'iniziativa per sensibilizzare i ragazzi delle scuole di San Martino Siccomario e di Travacò al problema dell'azzardopatia e della ludopatia. Ad organizzarla il Rotary club Pavia est terre viconteee che ha messo in moto un progetto in collaborazione con la Casa del Giovane e il Distretto 2050 del Rotary. E con il patrocinio del Comune guidato da Alessandro Zocca. I ragazzi e gli insegnanti dell'istituto comprensivo di San Martino e Travacò infatti hanno organizzato una manifestazione teatrale. L'appuntamento è per il giorno 19 maggio alle 21. «Invitiamo non solo i ragazzi, ma anche i genitori e gli amici ad essere presenti - spiega Alcandro Paris, presidente del Rotary club pavia est terre viscontee -. L'obiettivo che ci siamo prefissati è quello di dare un significativo messaggio per combattere la piaga delle azzardopatie e delle ludopatie, facendo conoscere a chi è in un'età particolarmente vulnerabile, i rischi legati al gioco d'azzardo. E le conseguenze per la salute e per i rapporti interpersonali». (st.pr.)di Stefania Prato wVELLEZZO BELLINI Sono al freddo i bambini della scuola elementare. Nonostante il brusco calo delle temperature di questi giorni, niente termosifoni accesi. E i genitori protestano, chiedendo al Comune di «disporre l'accensione immediata degli impianti». E sventolano un decreto del presidente della Repubblica, esattamente il numero 412 del 1993 che stabilisce: «Gli impianti possano essere attivati per 14 ore al giorno dal 15 ottobre al 15 aprile. Nei mesi restanti, senza alcun bisogno di deroga da parte del Comune, il responsabile degli impianti di ogni stabile può deciderne l'accensione, in caso di particolari condizioni climatiche, per un tempo massimo di 7 ore giornaliere». Insomma non sarebbe necessaria, spiegano i genitori, neppure un'ordinanza del sindaco che «serve esclusivamente per estendere, in caso di condizioni atmosferiche particolarmente avverse, il periodo di accensione a pieno regime (14 ore)». Ed è per questo, dicono, che il riscaldamento va riacceso, «per tutelare la salute dei bambini e del corpo docente e non». «E invece - scrive Francesca Suffanti, rappresentante di classe - nonostante i tentativi fatti dalle insegnanti e nonostante già passato il comandante dei vigili abbia effettuato un sopralluogo, nulla si è mosso. A scuola persiste il freddo, molti bambini si stanno ammalando, i corridoi e i bagni sono gelidi e nonostante le richieste disperate, il riscaldamento continua ad essere spento in questa settimana di brutto tempo dove le temperature si sono notevolmente abbassate e l'umidità si fa sentire con prepotenza. È per questo che i termosifoni vanno riattivati». Il sindaco Graziano Boriotti replica che «nessuno ha contattato il Comune». «Non è arrivata alcuna comunicazione scritta o verbale, né dalle bidelle, né dalle insegnanti, né dall'istituto comprensivo di Bereguardo - fa sapere Boriotti -. Risulta poi che il vigile non abbia fatto alcun sopralluogo e ha comunicato che nessuno lo ha avvisato della questione riscaldamento». Insomma Comune completamente all'oscuro sul fatto che i bimbi della primaria siano rimasti al freddo. «Alcuni giorni fa, in seguito a telefonate all'ufficio tecnico da parte delle insegnanti della scuola materna di Giovenzano e dell'istituto di Bereguardo, il riscaldamento è stato messo in funzione alla scuola materna, mediante il telecontrollo, da parte di Asm Pavia che si occupa del servizio. L'amministrazione non ha alcuna difficoltà a riattivare il riscaldamento. Aspettiamo solo una comunicazione ufficiale da parte dell'istituto scolastico che, in genere, è giustamente molto formale nell'avanzare le richieste».