Acque inquinate, 13 comuni a rischio

BELGIOIOSO «Vanno prese misure specifiche per ridurre i pesticidi». L'appello arriva da Legambiente che chiede anche di «rafforzare i controlli dotando i laboratori pubblici di sistemi di analisi efficienti». «Gli studi scientifici - spiega Renato Bertoglio - hanno dimostrato che alcuni dei residui più frequentemente ritrovati nell'acqua da Ispra sono gli stessi ritrovati anche negli alimenti, come il metalaxil, il boscalid e l'imidacloprid, fungicidi e insetticidi sistemici. Il multiresiduo, che indica la presenza concomitante di più tipi di residui chimici in uno stesso campione alimentare, è aumentato negli anni e ha fatto registrare campioni da record: fino a cinque residui nelle mele, otto nelle fragole, quindici nell'uva da tavola. Per questi motivi il fenomeno andrebbe indagato rispetto ai rischi legati all'esposizione contemporanea ad alcuni principi attivi e al fatto che ancora oggi, il limite massimo di residuo, è calcolato sul singolo principio attivo».di Stefania Prato wBELGIOIOSO Bollino rosso per tredici Comuni per inquinamento da pesticidi nelle acque sotterranee. Nelle acque superficiali invece i limiti vengono superati in 16 Comuni. È l'esito delle indagini contenute nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque realizzato dall'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Che ha mappato lo stato delle acque, accertando, tra il 2003 e il 2014, una crescita dei campioni contaminati del 20% nelle acque superficiali e del 10% in quelle sotterranee. Nel Basso pavese, per quanto riguarda le condizioni delle acque sotterranee, sono stati riscontrati livelli di sostanze chimiche superiori ai limiti di legge a Belgioioso, Linarolo e Chignolo. Le indagini hanno riguardato il bacino del Ticino, nella parte della bassa pianura. Contaminanti oltre i valori ammessi dalla legge anche nel corpo idrico lomellino, dove il bollino rosso è toccato, oltre a Vigevano, anche ad Albonese, Cilavegna, Dorno, Frascarolo, Mede, Rosasco, Tromello. Pollice verso poi per alcune località dell'Oltrepo come Casei Gerola e Cervesina. Per quanto riguarda le acque superficiali sono stati individuati residui di pesticidi ad Ottobiano, Mezzana Bigli e Vigevano. E spostandosi nel Pavese, anche a Giussago, Bornasco e Zinasco. Nella Bassa a Spessa, dal Ticino fino alla confluenza del Lambro, a Chignolo, colatore Reale, e a San Zenone, da Pontelungo fino all'immissione in Po. Superati i limiti di qualità ambientale anche a Bereguardo, da Vigevano fino a raggiungere il ponte in chiatte, a Pavia, da Bereguardo fino alla confluenza della roggia Vernavola, a Travacò, a partire da Pavia per arrivare all'immissione nel Po. E ancora a Carbonara, nella roggia Padulenta. Overdose chimica anche a Bastida Pancarana, dallo Scrivia alla confluenza del Ticino, e a Cigognola, nel cavo Ciria. In tutta la Lombardia sono stati rilevati 3.209 campioni e monitorati 303 punti delle acque superficiali e 521 di quelle sotterranee. Sono state trovate 26 sostanze e, tra le più frequenti, ci sono terbutilazina-desetil, atrazina-desetil e atrazina. Rilevata la presenza del glifosate e del suo metabolita AMPA. «Il glisofate, molto diffuso, risulta essere uno dei principali contaminanti delle acque - spiega Giuseppe Damiani, biologo, ricercatore del Cnr-. Può determinare tossicità acuta e ma anche problemi a lungo termine. E infatti in molti Paesi è stato eliminato. Non si deve ignorare poi l'effetto cumulo che ha conseguenze nefaste per l'organismo».