«La crisi di valori si combatte con l’insegnamento e lo studio»
PAVIA «Non c'è dubbio: bisogna educare e insegnare da una parte, studiare dall'altra, per combattere la crisi generale dei valori naturali ed umani che al giorno d'oggi imperversa contro di noi. I giovani sono il nostro futuro e dobbiamo aiutarli a costruirlo, dimostrandogli che l'etica non è cosa astratta». A dirlo è stato il giurista romano Carlo Cardia, al collegio Borromeo di Pavia, in occasione del conferimento del premio Comini 2016, istituito da alcuni ex alunni del collegio per commemorare Angelo Comini, defunto rettore e parroco del Carmine. Cardia è stato consigliere costituzionale del presidente della Camera dal 1976 al 1979; ha fatto parte delle commissioni governative che hanno elaborato la legislazione ecclesiastica dal 1984 fino ad oggi; ha insegnato presso l'università di Cagliari, Pisa e Roma, come titolare della cattedra di Diritto ecclesiastico e Diritto canonico; da anni è editorialista di "Avvenire" e autore di numerosi saggi. «Tengo molto a trattare di argomenti attuali – ha specificato – come le questioni dei simboli religiosi, della famiglia, del matrimonio e della maternità surrogata; insomma, tutto quello che riguarda i valori appartenenti a qualsiasi orientamento, non solo cristiano. Questo perché io combatto il cosiddetto "politeismo etico" e non credo che non esistano verità uniche condivisibili da tutti; l'esempio più eclatante è il diritto di ogni bambino a godere del calore materno. Ai ragazzi e ai miei lettori cerco sempre di comunicare l'essenzialità dello studio, per avere proprie opinioni, la solidarietà verso i più piccoli, l'uguaglianza tra gli uomini: sono le mie regole per un mondo migliore».