L’OPINIONE
Finegil Editoriale S.p.A CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Carlo De Benedetti (Presidente) Monica Mondardini (Amministratore delegato) Lorenzo Bertoli (Consigliere preposto alla Divisione Nord Ovest) Consiglieri: Gabriele Acquistapace Fabiano Begal Roberto Bernabò Lorenzo Bertoli Pierangelo Calegari Antonio Esposito Domenico Galasso Roberto Moro Marco Moroni Raffaele Serrao Quotidiani locali Gruppo Espresso Direttore Generale: MARCO MORONI Direttore Editoriale: ROBERTO BERNABO'(segue dalla prima) Risanare un Paese profondamente corrotto richiede colpire la testa della corruzione, cioè la politica e le burocrazie pubbliche. La legge Severino che, appena approvata, è stata abbondantemente e subdolamente criticata da parlamentari, politici e loro giornalisti di riferimento, va proprio nel senso giusto. Data la vastità della rete di corruzione politica in Italia e la sua straordinaria capacità di riprodursi (inimitabile esempio di "energie rinnovabili"), il contrasto va effettuato, non tanto con l'inasprimento delle pene detentive che, naturalmente, non debbono neppure essere addolcite, ma colpendo politici e burocrati in quello che hanno di più caro: il posto di "lavoro" e le prospettive di carriera. Per quanto riguarda i detentori di cariche elettive, il primo passo è l'immediata sospensione. A condanna acquisita, il secondo passo è la decadenza dalla carica. Infine, il terzo e ultimo passo è la decisiva sanzione dell'ineleggibilità, un po' come è stata comminata a Berlusconi ma, a mio parere, l'ineleggibilità dovrebbe essere definitiva. Per i burocrati coinvolti in casi di corruzione la sequenza delle pene dovrebbe riguardare, innanzitutto, lo stipendio, anche per indennizzare lo Stato (cioè i cittadini) dei danni che hanno subìto; poi, la retrocessione nelle mansioni e quindi nello stipendio; infine, il licenziamento, accompagnato nei casi più gravi anche dalla rivalsa dello Stato sulla pensione eventualmente maturata. Se queste mie riflessioni e proposte hanno qualche validità, i dirigenti di partito e i politici dovrebbero rivisitare in severità la legge Severino e le sue clausole e lavorare sulla riforma della burocrazia predisposta dal ministro Marianna Madia affinchè si giunga ad una rapida e, soprattutto, certa applicazione delle sanzioni da me indicate. Potremo anche valutare la reale volontà dei politici di combattere la corruzione nei loro ranghi e in quelli della burocrazia dalla celerità e dalla sistematicità dei loro interventi e dal loro non intralcio, ma sostegno alle inchieste della magistratura. Quando l'Europa ci guarda è soprattutto la corruzione italiana che vede e l'inadeguatezza degli interventi con i quali ridurla. Meno corruzione, percepita e praticata, più affidabilità: questa sarebbe l'Italia che va avanti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA