Un minuto di silenzio contro il razzismo

CORVINO SAN QUIRICO Nata nel 2007, l'Auser di Corvino San Quirico è diventata un punto di riferimento per la comunità. Forte dei suoi 215 iscritti (su circa mille abitanti), non solo serve il piccolo Comune collinare, ma si mette a disposizione anche delle municipalità vicine. «Nel 2015 –spiega il presidente Adriano Gassani- abbiamo percorso 28600 chilometri e siamo stati impegnati per 1700 ore». Con tre veicoli a disposizione, i servizi svolti sono stati innumerevoli. «Ci occupiamo di accompagnare le persone nelle strutture mediche e ospedaliere, ma abbiamo tante altre attività. Abbiamo poi individuato assieme con l'assessorato al Sociale alcune persone alle quali abbiamo donato il servizio di telesoccorso». Risultati importanti, raggiunti anche grazie alla collaborazione del Comune. «Siamo molto grati all'opera prestata dall'Auser e dal suo presidente», commenta il sindaco Giancarlo Gorrini. (a.alf.)STRADELLA Un minuto di raccoglimento per il richiedente asilo pakistano aggredito a Stradella: i partecipanti al torneo antirazzista «Senza barriere» che ieri pomeriggio si è giocato a Voghera hanno espresso solidarietà al profugo che giovedì sera, mentre camminava con due connazionali, è stato ferito a una gamba da una pallottola di plastica, sparata da un'auto con un fucile ad aria compressa. La terza edizione del torneo di calcio è iniziata domenica scorsa; organizzata da 14 associazioni, coinvolge squadre di italiani, richiedenti asilo e comunità straniere di Voghera. «Lo facciamo proprio per favorire l'integrazione tra i popoli. Atti come quello a Stradella non devono più accadere», dice Gianni Tempesta, responsabile dell'Atletica pavese. Souleymane Mangane, dell'associazione dei senegalesi di Voghera «Dimbalente», sottolinea che «di fronte a questi fatti bisogna gridare forte e impegnarsi perché non avvengano più. I richiedenti asilo non hanno fatto nulla di male: sono esseri umani che scappano da guerra e povertà. Hanno grandi potenzialità e bisogna dargli opportunità per esprimerle». Naid Sabil, arbitro del torneo, dice che «si tratta davvero di un brutto segnale per un Paese civile e democratico. Tutti devono rispettare le leggi. Attendiamo di conoscere i motivi di quel gesto». Vittorio Porzio è il gestore dell'hotel Rallye, che ospita una trentina di profughi: è a Pombio per tifare la "sua" squadra. «Purtroppo - dice - non abbiamo la preparazione culturale per accogliere questi ragazzi. Ma ci abitueremo, come è successo con gli immigrati italiani che un tempo venivano discriminati». La prima fase del «Torneo senza barriere» si conclude il 14 maggio. Poi inizia la seconda parte, all'interno del carcere di Voghera. Anche la politica reagisce con prese di posizione a Stradella. «Non conosco le ragioni che possono essere state all'origine di quanto accaduto, ma lo considero un atto assolutamente inqualificabile ad opera di qualche esaltato». Così il sindaco di Stradella, Piergiorgio Maggi, commenta l'aggressione con un proiettile di gomma contro uno degli ospiti pakistani del centro di accoglienza di via Emilia. Un gesto, che poteva avere conseguenze molto più gravi, ma che ha suscitato reazioni di denuncia da più parti. «Questo deve rimanere un episodio isolato e non bisogna dare adito a strumentalizzazioni - è il parere di Massimo Lacapra, capogruppo de "La Strada Nuova" -. Siamo di fronte ad un atto vergognoso, che in una comunità come la nostra non dovrà mai più ripetersi. Quello che è successo deve spingerci a sostenere con forza e determinazione tutte quelle iniziative volte all'integrazione di questi ragazzi che si trovano in un periodo così delicato della loro vita». Secondo Lacapra è necessario che parta subito il protocollo di intesa tra Comune, Croce Rossa e prefettura per lo svolgimento delle mansioni occupazionali: «Nei Comuni dove c'era la volontà, questi lavori sono iniziati dopo pochi mesi - aggiunge il capogruppo di minoranza -. Qui invece assistiamo ad un continuo rimpallo di responsabilità tra i vari enti. Eppure, nel concreto, questi progetti hanno portato un duplice risultato positivo, sia nel concreto sia nel miglioramento delle relazioni con le comunità ospitanti». Una dura condanna del gesto arriva anche dal movimento "Azione Democratica": «Prima lo schianto contro il capannone, ora il colpo di pistola, ad aria compressa, ma comunque pericoloso. Gesti simili sono impensabili, da condannare senza se e senza ma. Profughi, italiani o stranieri che siano», afferma Luca Truddaiu, rappresentante locale del movimento. (o.m.-d.f.)