Violenza sulle donne, gli studenti dicono no all’omertà
VOGHERA «Vogliamo dare voce al silenzio. L'omertà non è più tollerabile». È la richiesta che l'associazione «C.h.i.a.r.a.» ha ricevuto da 70 studenti del liceo Galilei e del Baratta per segnalare fenomeni di violenza. Non solo sulle donne, tema di cui si occupa in particolare l'associazione vogherese, punto di riferimento per l'Oltrepo che dall'inizio dell'anno ha avuto 50 richieste di aiuto: quasi una ogni due giorni. Gli studenti, nell'ambito di un progetto che C.h.i.a.r.a. ha iniziato nelle scuole l'anno scorso, hanno partecipato alla conferenza «Uno sguardo dentro», al Museo storico. Relatrice la psicoterapeuta e criminologa Roberta Manfredini, che spiega: «I ragazzi ci hanno chiesto come possono segnalare casi di violenza a cui assistono. Parliamo anche di omofobia e bullismo. Esiste un'app gratuita per smartphone, si chiama "S.h.a.w.", che mette a disposizione il numero di emergenza 112 e la lista di tutti i centri antiviolenza in Italia. Per la nostra associazione - sottolinea Manfredini - sarebbe importante avere un numero verde gratuito, credo potremmo aiutare più persone: molte donne che si rivolgono a noi hanno problemi economici. Servirebbero fondi per attivare il servizio». Nell'incontro al Museo sono stati analizzati i questionari compilati dagli studenti. «È emerso - spiega la psicoterapeuta - che i ragazzi riconoscono le violenze e la discriminazione che avvengono, dai banchi di scuola alla televisione. Vogliono che si spezzi l'omertà su questi fenomeni». Daniele Ferro