Scuole, appalto nel mirino il Comune cambia gestore

Il contratto per la gestione del calore ha avuto, negli ultimi anni, un iter a dire poco travagliato. Originariamente era affidato ad Asm Pavia. Nel 2014, il Comune (foto) fu costretto a mettere a gara il servizio e ad assegnarsi l'appalto fu la società A2e, costituita dalle Asm di Pavia e Voghera e dal privato Eti. In seguito al ricorso della seconda classificata, la A2e venne esclusa dal Tar della Lombardia, e il servizio fu affidato alla seconda classificata, la ditta Antas. Ora, per una serie di vicende sulle quali si sta cercando di fare chiarezza, anche Antas potrebbe essere esclusa e subentrerebbe la terza società della graduatoria scaturita dalla gara pubblica.di Fabrizio Merli w PAVIA Starebbe per cambiare gestore il ciclo di riscaldamento nelle scuole e negli edifici comunali. Gli uffici del Mezzabarba, infatti, hanno avviato la procedura di esclusione nei confronti di Antas, la società che ha gestito il servizio nella stagione termica 2015/2016, stagione che andrà a scadenza il prossimo 31 maggio. Fabio Castagna, assessore ai lavori pubblici, spiega: «Noi abbiamo avviato la procedura e, come previsto dalla legge, lasciato un lasso di tempo alla società per le controdeduzioni. Ora gli uffici le valuteranno. Se verranno ritenute soddisfacenti, il servizio resterà ad Antas. In caso contrario, subentrerà la ditta che si era piazzata terza alla gara d'appalto, cioè la Cpl Concordia». Ma perchè il Comune ha delle osservazioni da muovere ad Antas? Il nocciolo della questione sarebbero i rapporti industriali che la società avrebbe tenuto nei confronti di A2e, la prima aggiudicataria del servizio poi esclusa da una sentenza del Tar della Lombardia. Secondo la documentazione emersa nelle ultime settimane, gli amministratori di Antas avrebbero firmato, all'inizio della stagione, una scrittura privata con la quale si impegnavano a cedere parte del lavoro ottenuto dal Comune ad A2e. Il contrasto è su questo punto. Per gli uffici legali del Comune, Antas avrebbe ceduto una quota decisamente eccedente rispetto a quanto previsto. La legge, infatti, vieta subappalti per un valore superiore al 30 per cento del valore del contratto. Se, per fare un esempio, il contratto vale 1 milione di euro, l'eventuale subappalto non può essere superiore a 300mila euro. In questo caso, invece, si parlerebbe di un subaffido ad A2e di una quota prossima all'80 per cento. Versione che è contestata dalla ditta che ha gestito l'ultima stagione termica, che invece ritiene di non avere oltrepassato il 30 per cento. Tra l'altro, fra il Comune di Pavia e la società Antas non è mai nemmeno stato stipulato un contratto. Semplicemente, il Mezzabarba affidò il servizio "con riserva di legge". In quella fase, nell'estate inoltrata del 2015, la situazione era di stallo, dopo che il Tar aveva bocciato A2e. La società bloccata dai giudici amministrativi avrebbe potuto ricorrere al Consiglio di Stato. Ma il Comune aveva l'urgenza di assegnare il servizio, anche per il fatto che la gestione dei riscaldamenti comporta una serie di verifiche e di interventi di manutenzione che devono essere fatti con notevole anticipo rispetto all'inizio della stagione fredda. Per questo, l'incarico fu dato ad Antas "con riserva", ma un contratto vero e proprio non è mai stato firmato. Anche se, ovviamente, la società ha diritto ad essere retribuita per il servizio che ha svolto nel corso dell'autunno/inverno tra 2015 e 2016.